Parlamento Ue: “Venezuela non esca da Cidh”

CARACAS – L’Europarlamento ha approvato una risoluzione in cui esorta l’esecutivo venezuelano a riconoscere e legittimare le decisioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e a non fare passi indietro a proposito delle convenzioni internazionali e regionali sottoscritte in passato. A difesa del paese sudamericano è intervenuta la deputata socialista spagnola María Muñíz che ha criticato la “strumentalizzazione politica dei Diritti Umani” nei confronti del Venezuela che ha adottato una scelta “sovrana”, dopo aver ricordato che Usa e Canada non hanno fatto mai parte della Cidh e che il Parlamento europeo non ha adottato la stessa misura rispetto all’uscita di Trinidad e Tobago dallo stesso organismo.

“In Venezuela ci sono segnali inquietanti”, è stata la replica degli eurodeputati conservatori Cristian Dan Preda e Laima Andrikiené che hanno avvertito riguardo “l’aggravarsi della situazione” dei diritti umani nel paese caraibico. “A Caracas non esiste separazione dei poteri dello Stato, quindi un dibattito è urgente”, ha rincarato la dose la liberale rumena Renate Weber.

“È un fatto vergognoso perché è l’attitudine di una destra che si subordina agli interessi multinazionali e imperiali, che ipoteca gli interessi del nostro paese in funzione degli obiettivi di un capitalismo predatore e irresponsabile”, ha attaccato la seconda vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, la deputata Blanca Eekhout, condannando la presunta alleanza tra il candidato presidenziale, Henrique Capriles Radonski, e l’estrema destra europea contro il governo di Hugo Chávez.

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