Sit-in dei grillini davanti alla Camera

ROMA – “Beppe Grillo non si candiderà, è il nostro sponsor, il nostro megafono. Siamo noi che costruiamo l’alternativa e diciamo basta”. Lo dice un anonimo, uno dei tanti dissenzienti che ieri a piazza Montecitorio hanno dato il via all’assemblea pubblica della città di Roma del Movimento 5 Stelle. “Siamo lavoratori”, dice un uomo sulla cinquantina, “io un imprenditore e mi occupo del programma per l’infanzia della città di Roma” dice un altro.

Ci sono gazebo dove si vendono magliettine e militanti che chiedono soldi per finanziare la manifestazione: “una spilletta per finanziarci, siamo poveri, non siamo un partito”. Poi tanti volantini sulla falsa riga dei ‘wanted’ dei western, con fotografie, nome del politico e reato per cui è stato condannato. Lo fanno anche per Bossi, appena iscritto nel registro indagati.

Dicono che hanno scelto piazza Montecitorio, ma che “potrebbe accadere dovunque – spiega Alessandro Pirrilli del movimento – nelle nostre case, nelle parrocchie. Dove ci ospitano insomma. Parliamo tutti, uno ad uno. E ci ascoltiamo”. Ci sono anche il movimento per l’acqua pubblica “perché Alemanno sta privatizzando l’acqua, e calpestando la volontà dei romani che hanno detto no a vendere l’Acea”, e il movimento no Tav. E poi passanti incuriositi che seguono con attenzione, qualcuno a distanza, ma che non mancano mai di applaudire, anche se non calorosamente, quando qualcuno grida “perché se siamo in questa situazione è grazie alla classe dirigente di oggi”.

Un sondaggio condotto da Renato Mannheimer per il Corriere della Sera ha rilevato che 1 italiano su 3 simpatizza per il Movimento 5 Stelle, ma il 63% dei cittadini non crede che siano in grado di governare.

– Lo ha detto anche Beppe – continua Pirrilli – per noi governare sarà un salto nel buio. Ma se siamo in questa situazione, certo non sono stati capaci loro – e indica la Camera – di governare. Stiamo preparando un programma nazionale al quale tutti possono dare il loro contributo grazie alla rete. Siamo una organizzazione orizzontale.

E nel programma si intravede quella che molti politici e analisti chiamano demagogia. Nel primo capitolo del programma, intitolato “Stato e Cittadini”, ci sono 5 punti. Spiccano “il limite massimo ai 2 mandati per ogni carica pubblica” e “approvazione leggi subordinata a comprovata copertura finanziaria”. Non vogliono che una persona si occupi della cosa pubblica per più di 10 anni: “siamo stanchi delle solite facce. Berlusconi chi è?” o come ha detto Grillo di Bersani “Quello è quasi morto”.

Il riverbero delle informazioni che arrivano dalle piazze finanziare, “lady spread” che si impenna e va in flessione, taglio delle pensioni e aumento tasse, provvedimenti che non possono essere ben visti da chi li subisce, compongono la base per la fabbrica politica del dissenso. “Partecipazione attiva e critica dei cittadini alla osservazione e gestione della cosa pubblica”, è l’ultimo dei punti del primo capitolo del programma nazionale dei grillini. Gli altri prevedono “migliorare l’efficienza energetica e applicare il protocollo di Kyoto”.

– Sai come funziona la rete? Se lo sapessi non ci faresti queste domande – dice un grillino a un giornalista Mediaset che chiede chi è che ‘comanda’ – Lì siamo tutti uguali, tutti partecipano e scrivono il programma.

E la rete è tanto importante che, il terzo capitolo si occupa di “informazione e comunicazioni”. Vogliono garantire l’accesso alla rete tramite Adsl per tutti e sono contrari al finanziamento pubblico per l’editoria. Vogliamo abolire la legge Gasparri e l’Ordine dei Giornalisti e dire stop alla pubblicità sulla Tv pubblica.

Il programma continua così, condannando gli “inciuci tra finanza e industria” e proponendo “un mercato di lavoro più partecipato” o, come nel capitolo che riguarda la “salute”, l’”introduzione del reato di strage per entità pubbliche e private”. Richiamano anche, nel capitoletto sull’”istruzione”, il dissenso dei giovani che hanno rinvigorito le fila dell’”Onda” e della “Rete della Conoscenza” il 14 di dicembre del 2010 hanno portato in piazza quasi un milione di persone. Chiedono “l’abolizione della legge Gelmini”, lezioni universitarie accessibili on-line, l’insegnamento delle lingue straniere nelle scuole.

Grillo sul suo blog ha scritto “Bomba o non Bomba arriveremo a Roma” e “nei momenti di cambiamento o meglio in cui il cambiamento si manifesta possibile, le forze che vogliono mantenere gli interessi costituiti, economici e politici, bussano alla porta con grande energia. Le bombe e gli attentati sono il loro biglietto da visita. I fatti del dopoguerra ci hanno insegnato che godono dell’impunità”. Rievocare un simile periodo, con le bombe che deflagravano anche il centro di Firenze, oltre che l’eliminazione di personaggi simbolo dello Stato non può che raccogliere consensi.

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