Governo battuto su corruzione e spending review

ROMA – A parte il sì del Senato sul ddl lavoro, per il Governo quella di ieri non è stata una giornata tutta rose e fiori.
Sulla corruzione in aula alla Camera l’Esecutivo è stato battuto su un emendamento inizialmente presentato e poi ritirato dal Pd,  fatto proprio dall’Idv, incassando i voti del Pd. E’ stato approvato con 237 sì e 233 no. Poi, in commissione al Senato, è andato sotto su un emendamento al decreto legge sulla spending review. La proposta è stata votata da quasi tutto il gruppo dei Democratici, dall’Idv e dalla Lega. Il Pdl ha votato in ordine sparso mentre Fli ha espresso voto contrario.

I ministeri dell’Economia e della Giustizia stanno inoltre lavorando sul ddl delega in materia fiscale “in riferimento alla richiesta di chiarimenti prevenuta in proposito dal Quirinale”.

L’aula della Camera proseguirà la prossima settimana l’esame del disegno di legge sulla corruzione. L’emendamento, approvato ieri, introduce la responsabilità erariale per il pubblico dipendente che non segue le procedure corrette.
Il decreto legge sulla spending review sarà esaminato dall’aula del Senato da martedì.

L’emendamento, approvato in Commissione, impone al Governo di presentare entro il 30 luglio un programma per la riorganizzazione di tutta la spesa pubblica corrente e non solo quella riguardante l’acquisto di beni e servizi.
Per il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo l’emendamento “non sposta l’equilibrio del provvedimento”.
Sulla spending review il Governo incassa però il grazie del Presidente del Senato Renato Schifani:

– Intendo ringraziare Passera e Grilli – afferma la seconda carica dello Stato – per la sensibilità dimostrata alla mia richiesta di esaminare con attenzione la soluzione della problematica relativa alla certificazione dei crediti relativi alla pubblica amministrazione nelle regioni sottoposte a piani di rientro sanitario. I creditori della pubblica amministrazione – spiega Schifani – già pagano un notevole prezzo relativo alla tardivita’ della riscossione dei loro crediti e quindi escluderli anche da questa possibilita’ di ottenere l’anticipazione bancaria sarebbe stato veramente una beffa.

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