Confindustria: «La recessione mette a repentaglio l’industria»

ROMA – L’Italia ‘’soffre’’ e ‘’arretra’’, avverte Confindustria: ‘’la ricaduta in recessione mette a repentaglio l’industria italiana’’. Mentre sul fronte della crisi tornano a correre le ore di cassa integrazione chieste dalle aziende: a maggio, dati Inps, le aziende ne hanno chieste 105,5 milioni di ore con un aumento del 22,5% rispetto ad aprile e del 2,7% rispetto a maggio 2011. Toccando così il valore più alto da luglio 2010. Sono 1.339 gli scioperi effettuati nel 2011, su 2.219 proclamati, nel solo settore dei servizi pubblici essenziali, secondo i dati della Commissione di garanzia.

E’ il centro studi di Confindustria a rilanciare l’allarme crisi, con il rapporto di giugno sugli scenari industriali che rileva tre preoccupanti passi indietro: sorpassato da India, Brasile e Corea del Sud, il nostro Paese scivola dal quinto all’ottavo posto nella classifica delle grandi economie per produzione manifatturiera. Così gli economisti di viale dell’Astronomia avvertono: con le imprese ‘’soffocate’’ da ‘’nuova recessione, un feroce credit crunch, bassa redditività’’ è a rischio ‘’la stessa sopravvivenza’’ di ‘’parti importanti dell’industria’’.

Ne emerge un ‘’quadro periglioso’’ che diventa oggi ancora ‘’più impegnativo’’ per gli effetti del Sisma in Emilia che ha colpito ‘’un’area ad altissima vocazione manifatturiera, cruciale per lo sviluppo industriale del Paese’’. Un quadro ‘’piuttosto preoccupante’’, commenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi-

– L’Italia sta perdendo terreno, in termini assoluti – afferma -, rispetto ai paesi emergenti, ma anche nei confronti dei paesi più avanzati. Ma – avverte il leader degli industriali – questo non deve assolutamente significare che ci dobbiamo rassegnare, anzi, al contrario, dobbiamo lottare. Il ‘cambiamento’ deve diventare la bussola dell’intero paese con l’obiettivo di fare rotta verso la crescita, che deve essere la nostra stella polare .

– Altri interventi verranno presi, a breve – garantisce il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera – per fare in modo che le aziende possano trovare un più chiaro e più stabile sostegno alle loro attività: il governo è determinato a mettere in campo nuove misure nella ferma convinzione che il primo motore di crescita risiede proprio nella forza competitiva del nostro sistema produttivo.

– Far ripartire la nostra economia – commenta Fulvio Conti, il nuovo vicepresidente di Confindustria per il Centro Studi (a.d. di Enel), presentando il rapporto sugli ‘’scenari industriali’’ delineato dagli economisti di viale dell’Astronomia – è una sfida che richiede di tornare a pensare in maniera strategica, puntare sugli investimenti di lungo periodo, soprattutto in infrastrutture e innovazione, e di riequilibrare il carico fiscale per favorire investimenti e una ripresa dei consumi. Il nostro – avverte Conti – è un ‘Paese lento’, manca una visione di lungo periodo, manca un progetto Paese che identifichi le priorità e le linee di sviluppo.

In Emilia, avverte Squinzi, dopo il sisma potrebbe esserci ‘’uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi’’, con una perdita di Pil per l’Italia di ‘’qualche frazione di punto’’; il ‘’bilancio ancora provvisorio’’ conta ‘’almeno 500 aziende con gravi lesioni, oltre 10mila posti di lavoro a rischio, la minaccia che si perdano filiere distrettuali importanti’’.

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