I padroni di casa fermano l’armata rossa

ROMA – Grinta e cuore nel giorno della Festa nazionale russa aiutano la Polonia a restare in piena corsa per le qualificazione. I verdetti nel girone A sono rinviati a sabato: ai padroni di casa basterà battere la Repubblica ceca per approdare ai quarti. Compito più facile per la Russia contro il fanalino di coda Grecia.

La gara più attesa dai 50 mila che assiepano lo stadio nazionale di Varsavia ha un contorno di violenza, frutto degli scontri che per tutto il pomeriggio e anche nel post-partita hanno caratterizzato l’incontro: gruppi di hooligan delle due fazioni sono venuti a contatto creando scompiglio nel centro della città. Al termine della giornata i numeri parlano di
quasi 100 arresti e di numerosi feriti.

La cronaca della partita racconta invece di una Russia sprecona, padrona del campo e del gioco per un’ora abbondante prima che lo ‘zar’ Arshavin, fino ad allora tra i migliori in campo, non trasformasse il più facile dei contropiedi in un assist involontario per i padroni di casa. Sul ribaltamento di fronte, l’uomo dal nome impronunciabile (Blaszczykowski) su cui il ct Smuda ha puntato, tanto da dargli la fascia da capitano e le chiavi del gioco, trova un pareggio fino a lì insperato. Tra le due squadre chi ha più rimpianti è certamente la Russia, che trova un clima surriscaldato: la colonna sonora sono i fischi che piovono dalle tribune durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Il clima acceso non turba però gli uomini di Advocaat che prendono poco a poco le misure all’avversario e il sopravvento, con Arshavin, Zyrianov, Ignashevich a dettare ritmi e a cercare Dzagoev, la ‘stella’ della prima giornata e anche ieri tra i migliori. Il ‘miracolo’ di Malafeev che d’istinto respinge una punizione-cross di Obraniak ‘spizzata’ di testa da Boenisch è solo un fuoco di paglia, anche se la Polonia è un’altra rispetto a quella della gara d’esordio.

La Russia però è più squadra e controlla senza troppi problemi il campo e alla mezz’ora si rende pericolosa con Kerzhakov che mette al centro un cross basso su cui Arshavin non arriva in tempo. E’ il preludio al goal che arriva al 37’: punizione pennellata di Arshavin che vede in centro area Dzagoev, il cui guizzo non perdona. Con tre reti è lui il capocannoniere del torneo. Contro una squadra coriacea e cinica come quella russa serve un cambio di passo e la Polonia alla ripresa del gioco si mostra più determinata: percussione centrale di Polanski serve in area Lewandowski, l’attaccante del Borussia Dortmund evita l’uscita di Malafeev, ma si allunga un po’ troppo il pallone.

Al 57’ la partita ha una svolta. Arshavin prende palla, salta Piszcek come un birillo e punta l’area, ma l’assist (sventato dall’ultimo uomo) diventa un boomerang per l’undici russo che perde palla e mette in moto Blaszczykowski che taglia fuori Zhirkov e Ignashevich e infila alle spalle di Malafeev.

Il goal cambia i rapporti di forza in campo, con la Russia un po’ in bambola e la Polonia più vigorosa. Gli ultimi 15 minuti sono un continuo ping pong, ma senza vere occasioni e nemmeno le forze fresche (fuori Kerzhakov per Pavlyuchenko e Izmailov per Dzagoev per la Russia, Mierzejewski per Dudka e Polanski Matuszcyk tra i polacchi) riescono a cambiare il copione. Per i verdetti bisognerà aspettare sabato.

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