Pd a Pdl: “Collaboriamo a un referendum sul semipresidenzialismo”. No di La Russa

ROMA – “Si ritirino gli emendamenti e si collabori a una legge costituzionale che preveda un referendum di indirizzo sul semipresidenzialismo per far decidere gli elettori”. Questa è la proposta fatta al Pdl dalla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro al Senato. L’iniziativa mira a convincere il partito di Berlusconi e Alfano a stralciare il semipresidenzialismo dalla ddl costituzionale in discussione e proseguire con il testo approvato in commissione, che prevede il taglio dei parlamentari e la modifica del bicameralismo perfetto. Ma il Popolo della libertà appare determinato a proseguire sulla via tracciata. “Si faccia di questa questione – ha spiegato Anna Finocchiaro, nel proporre il referendum – una discussione pubblica e si decida all’esito di questa consultazione quale deve essere il sistema di governo del paese. Se ci deve essere rinascita, ci sia col massimo dell’investimento possibile”. Finocchiaro, in subordine ha avvertito che “se la proposta del Pd non fosse accolta e non ci fosse pausa, noi chiediamo che si torni in commissione: non si può pensare di approvare emendamenti che cambiano lo spirito e il merito del testo approvato in commissione, senza che l’aula possa conoscerli”. Anna Finocchiaro ha ricordato che il testo uscito dalla commissione “è stato costruito con grande fatica e con la volontà di cimentarsi con un lavoro comune” messo poi in discussione dalla successiva decisione del PdL di optare per l’elezione diretta del presidente della Repubblica.

Secco no dal Pdl
“Il Senato deve votare gli emendamenti sul presidenzialismo, che il Pdl ha presentato e che sono stati sostenuti dal vertice del partito”, questa la dichiarazione di Maurizio Gasparri che aggiunge: “non ci distoglie la tardiva proposta del Pd su un ipotetico referendum sul presidenzialismo. Il gioco al rinvio non ci appartiene”. “Quando il Pd dopo le ultime amministrative ha proposto una legge elettorale a doppio turno, cambiando le carte in tavola, abbiamo detto – ricorda Gasparri – che per la governabilità era allora opportuna l’elezione del presidente della Repubblica da parte dei cittadini. Questa scelta può anche giustificare leggi elettorali diverse da quella ipotizzata”. “Noi – afferma Gasparri – andremo avanti con i nostri emendamenti. Il Parlamento scelga davanti agli italiani. Noi vogliamo dare più potere ai cittadini, altri invece da sinistra difendono riti di Palazzo”.
Ma alla proposta dei democratici aveva detto preventivamente no il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. “Metto in guardia tutti da un’offerta che potrebbe arrivare dalla sinistra, ma che rappresenta solo un modo per eludere la possibilità di fare le riforme, e cioè scegliere di fare un referendum propositivo nel 2013 da tenere con le elezioni politiche” al posto di votare gli emendamenti sul semipresidenzialismo, ha affermato La Russa spiegando che all’ipotesi si arriverebbe “con una legge costituzionale”.

“Sto preparando – ha aggiunto l’ex ministro della Difesa – una lettera ai parlamentari in cui sottolineo che, per la prima volta, si vota per dire sì o no al presidenzialismo dopo un dibattito che va avanti dalla Costituente fino ai giorni nostri. La scelta di Alfano con Berlusconi di inserire il tema è una scelta motivata da una contingenza favorevole, non ci saranno mai più delle condizioni così favorevoli. Tutti sappiano che non esistono vie di fuga o alibi per sottrarsi alla scelta: o sì o nò. I tempi ci sono”.

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