MY WAY: Buona pratica e cattivo esempio

I Cristiani in Nigeria sono stati vittime di nuovi attacchi da parte dei gruppi estremisti. Un’autobomba ed un commando armato hanno fatto irruzione nelle chiese di Jos i Biu, zeppe di fedeli, e hanno causato quattro morti e diverse decine di feriti. E’ arrivata anche, pronta, la rivendicazione da parte del gruppo estremista Boko Haram, con il folle pretesto di voler trasformare il Paese in un califfato isalmico, scacciando gli infedeli Cristiani situati, principalmente, nel Nord del Paese. La dinamica é tristemente nota: il commando ha fatto irruzione nella chiesa di Biu dove i fedeli erano raccolti in preghiera ed ha aperto il fuoco in maniera indiscriminata. A circa 400 km di distanza verso Sud-Ovest, un’autobomba é deflagrata a Jos, proprio davanti alla chiesa di Christ Chosen Church, distruggendo l’edificio. Il duplice attentato é avvenuto dopo appena sette giorni dalla strage di Bouchi, nella quale sono stati uccisi altri quindici Cristiani. E’ chiaro, quindi che la Nigeria non é piú un luogo sicuro per tutti quei fedeli che vogliano manifestare la propria fede in una chiesa Cristiana; non solo per gli attacchi dei gruppi terroristi ma anche per la sempre presente minaccia di sequestri che da tempo affligge il Paese africano.

Altro aspetto importante di questo attacco nei riguardi dei Cristiani é rappresentato dal fatto che essi rappresentano un modello di fede ‘occidentale’, per dirla in questo modo. Attaccare dei Cristiani significa chiamare e richiamare l’attenzione di tutto l’Occidente su ció che accade in Africa, soprattutto in base alle rivendicazioni dei gruppi terroristi sanguinari. Si diffonde, o almeno si ha l’intento di diffondere, in alcuni settori della popolazione, l’idea che i terroristi ammazzano i Cristiani perché gli Occidentali ammazzano a loro volta i terroristi. Se si diffonde questo concetto in un Paese con bassa alfabetizzazione si capisce che il rischio di fomentare e reclutare nuovi potenziali criminali é molto alto. Purtroppo é un dato di fatto che in Africa le cose difficilmente cambiano; ora, peró, a differenza del passato tutti, anche in Africa, sanno e vedono, seppur in maniera virtuale, che c’é un mondo diverso, non si sa se migliore, ma sicuramente piú sicuro rispetto a quello in cui vivono molte popolazioni africane oggi.

Infine, credo che possiamo considerare tali fedeli nigeriani come dei veri e propri martiri; non credo che se molti Cristiani in Occidente fossero coscienti dei reali pericoli che corrono andando a pregare in una chiesa, lo farebbero. D’altronde, si sa, la fede é un dono e puo’ spingere chi lo possiede a dare la vita pur di non rinnegare il proprio credo. Per alcuni, la religione é ’l’oppio dei popoli’, un modo molto efficiente per ammansire popolazioni intere e per dare una risposta alle difficili ed eterne questioni dell’uomo. Per altri, invece, la religione é l’unica via che fa vivere all’uomo la propria vita in maniera completa e veramente sensata, invitando a rispettarla, a guadagnarsela con il sudore del lavoro onesto e con il vero spirito di sacrificio rappresentato dal mistero della Croce incarnata da Gesú Cristo.

Quanto accaduto in Nigeria stride con quanto accade a Roma, in cui il Vaticano é nella bufera per lo scandalo che ha coinvolto il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi; una brutta storia di intrecci tra politica, affari, malefatte e corruzione. La Chiesa, é bene ricordarlo, é composta da persone e, in quanto tali, da peccatori. Giustissimo condannare tutti i colpevoli, soprattutto nella Chiesa, seguendo il vecchio motto che invita i fedeli a mettere in pratica le parole dei suoi pastori ma a non seguirne l’esempio; ma é sbagliato schermarsi di questo qualunquismo per non approfondire le ragioni di una fede piuttosto che di un’altra, nella ricerca che ogni uomo dovrebbe fare di una propria spiritualitá.

Andrea De Vizio

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