Cassano: “Balotelli? Io ero molto più pazzo”

ROMA – Confessioni del giorno dopo di Antonio Cassano si tiene stretto le emozioni di Italia-Irlanda e di un Europeo tutto da vivere, facendo le sue scuse sul caso-gay e dando una bella spinta all’amico Balotelli.

Fantantonio parte dalla polemica conferenza stampa di qualche giorno fa che lo ha fatto finire sotto accusa per omofobia. “Ora ho capito la differenza tra le parole – dice – davvero, non volevo offendere nessuno, era in buona fede in un momento scherzoso. Ciascuno è libero di fare quel che vuole. La parola omofobia nella dichiarazione di scuse non l’ho scelta io, ma il concetto è esattamente quello”.

Poi, solo calcio, solo presente e futuro tra Nazionale e Milan. “Come ho fatto a segnare quel gol di testa? Beh, io sono alt o un metro e una sciocchezza, ma a volte conta essere furbi più che alti – racconta – Con uno come Andrea (Pirlo) che mette delle palle così basta prendere bene il tempo e poi non contano più i due metri”.

L’altra rete decisiva per la nostra qualificazione, come è noto, l’ha segnata Mario Balotelli. “Lui o Di Natale? Sono bravissimi tutte e due, hanno caratteristiche diverse, ma come ho detto altre volte l’importante è che gioco io – se la ride il ‘Pibe’ di Bari Vecchia – Mario è giovane, parlavo sempre con Andrea e gli ho chiesto se io qualche anno fa ero così. Lui mi ha risposto di non scherzare, io ero 10 volte più pazzo, non c’è paragone. Ed e’ vero, spesso esageravo. Mario ha dei modi diversi, fa delle sfuriate, ma per me rimane un bravissimo ragazzo a cui hanno messo addosso questa etichetta”.
Sempre a proposito di compagni, un pensiero per Buffon.

“Prima di questo Europeo ha detto 3-4 cose che mi hanno colpito – rivela Cassano – Noi due siamo ‘amici di calcio’, mi fa i complimenti, a volte mi bastona, ma io so dove vuole arrivare, ovvero al mio bene. Io un leader? Un leader è uno che corre più degli altri, e io non lo faccio, che è sempre umile, e io non lo sono, che è sempre disponibile dalla mattina alla sera, e io non lo sono. Diciamo, come dice Prandelli, che sono un leader tecnico. Ma per me i leader sono altri”.
Poi Cassano ha espresso un pronostico sul seguito del nostro Europeo (“L’unica squadra che ho visto più forte di noi è la Spagna, con tutte le altre ce la giochiamo alla pari”), Cassano getta uno sguardo al dopo, a un futuro che comincerà dal Milan. “Sono felicissimo per la permanenza di Thiago Silva, grazie al nostro presidente, che è la nostra forza. Se lui decide che dobbiamo vincere, vinciamo. Ha fatto una scelta di cuore, Thiago è il giocatore per me più importante”. E Cassano? “Il futuro può dipendere solo dal Milan o da tutti e due, vediamo cosa succede dopo l’Europeo – replica – Nel mio futuro, per me, c’è la Sampdoria, è stato importante chiarire con Garrone, ci siamo sentiti. La Sampdoria era, è e sarà nel mio cuore, prima o poi vorrei tornare. Se no la Samp la tiferò da fuori, vivendo a Genova”.

Cassano anche confessa poi di aver avuto lunedì qualche timore su Spagna-Croazia. “Io nel 2004 c’ero, in occasione del presunto ‘biscotto’ tra Danimarca e Svezia, e lunedì un po’ di paura mi è venuta, ma la Spagna ha fatto il suo dovere – rivela – Siamo noi italiani che ogni volta che non abbiamo problemi ce li creiamo”. A proposito dei futuri avversari dell’Italia, Cassano risponde: “Nell’Inghilterra c’è Rooney, che dopo Messi e Cristiano Ronaldo reputo il migliore al mondo”.

Il fantasista barese analizza anche le sue prestazioni in queste prime tre partite: “Quando sono stato male la priorità per me era tornare a vivere: ho fatto tremila sacrifici per essere qui e immaginare che con un gol si potesse andare nei quarti era il sogno che avevo da quel giorno. Ora sono al 60-70% e con il lavoro miglioro”.