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Somalia, rifiuti tossici in cambio di armi: i legami tra mafia italiana e pirati – Rifiuti tossici, organizzazioni criminali e pirati somali: a denunciare possibili collegamenti sullo smaltimento illegale di scorie inquinanti e i predoni che infestano le acque al largo della Somalia è un consulente delle Nazioni Unite Michel Koutouzis. Nel suo ultimo libro, frutto di ricerche e sopralluoghi, l’autore sostiene che “Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita forniscono ai signori della guerra somali armi dai Balcani in cambio del permesso di smaltire rifiuti tossici al largo delle coste somale”. L’accusa – già varie volte formulata in passato – sarebbe oggetto di un’indagine di una commissione di esperti dell’Unione Europea secondo l’inviato di Bruxelles per il Corno d’Africa Alexander Rondos. Secondo il criminologo autore del libro, consulente per l’Onu e l’Unione Europea, “tonnellate di rifiuti vengono scaricati ogni anno al largo delle coste di Somalia, Sudan ed Eritrea sotto il naso delle innumerevoli navi da guerra che controllano il trasporto via mare nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden”. Un traffico incrociato di armi e rifiuti tossici che produrrebbe “centinaia di milioni di euro l’anno”, e che verrebbero riciclati attraverso l’industria del turismo in Kenya e in Tanzania.

Marò, pressioni di Monti su Singh – Nel corso dell’incontro bilaterale Italia-India, a margine del G20 di Los Cabos, “abbiamo fatto il punto sul noto caso dei nostri due marò”. Lo ha detto il premier Mario Monti nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20 in Messico in merito alla vicenda che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Ho ricordato – ha spiegato – al premier indiano Manmohan Singh, che ha usato per parte sua l’influenza che poteva usare nelle complesse circostanze indiane, la nostra aspettativa che è quella del rientro dei due marò in Italia”.

Bolivia, dopo nazionalizzazione miniere accordo su sfruttamento Colquiri – Verrà concessa sia a minatori privati che a impiegati della compagnia pubblica Corporación Minera de Bolivia (Comibol) la possibilità di sfruttare le miniere finora gestite dalla Sinchi Wayra, filiale dell’azienda svizzera Glencore ma nazionalizzate la scorsa settimana dal governo di Evo Morales. Dopo giorni di serrati negoziati, governo e sindacati dei minatori privati e statali hanno raggiunto un accordo sulla ripartizione del giacimento di stagno di Colquiri, a 250 km a sud della capitale La Paz, sfruttato dal 2000 dalla Sinchi Wayra e nella quale lavorano circa 400 persone. Ad annunciare i termini dell’intesa è stato il ministro dell’Interno, Carlos Romero, principale negoziatore con i minatori, che ha precisato che il governo deve ancora stilare i decreti di fine concessione alla compagnia straniera.

El Salvador, salgono le rimesse di dollari dagli Usa– Nel mese di maggio le rimesse sono state di circa 348 milioni di dollari rispetto ai 338 milioni di dollari dello stesso mese nel 2011, ha riferito la Banca centrale. L’istituto finanziario ha osservato che il comportamento delle rimesse è legato all’andamento dell’economia negli Stati Uniti, dove risiedono 2,5 milioni di salvadoregni. Nei primi cinque mesi dell’anno, l’afflusso di capitali dall’estero è aumentato del 7,6% più che nello stesso periodo dello scorso anno, per raggiungere 1.626 milioni di dollari. Le rimesse ammontano al 16,4% del prodotto interno lordo (Pil). La Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal) prevede che l’economia salvadoregna crescerà del 2% nel 2012.

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