Prandelli sogna ancora: “Ora alla pari con la Spagna”

VARSAVIA – Ha chiuso gli occhi per sognare “cose fantastiche”, e ora che li riapre continua a sognare, Cesare Prandelli. Anche lui è entrato nella galleria degli Italia-Germania, e ora può dire che a tutti quei paragoni col 4-3 o con il 2006 aveva fatto ricorso alla scaramanzia (“avevo toccato ferro non sapete quanto, a chi me lo ricordava: stai a vedere che sono il primo, mi dicevo…”). Ma il sogno che ha in testa è ancora più grande.

“Riapro gli occhi, e sogno ancora – racconta nella dolce notte di Varsavia – E’ stata la mia partita più bella, per l’importanza del risultato e perche per tre quarti di gara abbiamo giocato alla grande. Rivedo le immagini di gioia di tutti, giocatori e collaboratori. E penso che il sogno è appena cominciato, che la partita più importante di questa avventura arriva solo ora”.

La Spagna, ancora. Punto di riferimento per il calcio spettacolo di tutto il mondo, ma finora messa in crisi solo dall’Italia, nella prima partita di questa avventura, come la chiama il ct.

“Sono loro i favoriti. Però noi ce la giochiamo alla pari: ritroveremo le energie, ce la faremo. E continueremo a proporre la nostra idea di calcio”. Neanche le nubi di un possibile futuro lontano dalla nazionale riesce a rabbuiarlo. “Ho un contratto fino al 2014, ma mi manca il campo: vedremo dopo l’Europeo”, aveva gelato tutti poche ore prima di Italia-Germania.

“Resta con noi, senza dubbio”, era stata la risposta di Abete. “Dite che mi ha chiamato un club russo? – ripete il ct dopo la vittoria sulla Germania – Ho il telefono acceso, ma non c’é nulla…Battute a parte, ho solo detto che per l’azzurro c’é un amore particolare, ma che mi manca molto il campo. Non ho detto altro”.

Ieri forse sarà mancato un po’ meno. Anche se la rabbia finale di Buffon racconta anche la paura azzurra. “Siamo stati bravissimi, contro una nazionale giovane e forte, molto abile a chiudere le fasce. Noi – spiega – abbiamo accettato il duello, cercando la superiorità numerica a centrocampo, l’uno contro uno di Cassano e la profondità di Balotelli”.

Prima dei complimenti, c’é tempo per spiegare l’arrabbiatura di Buffon. “E’ un campione del mondo, sa che certe partite le devi uccidere, e noi abbiamo sbagliato per tre volte il ko del 3-0 – racconta – Poi prendi gol su rigore, magari una palla vagante…Se pareggiavano, avremmo perso 5-2: eravamo cotti”. Anche per questo a un certo punto ha tolto un Balotelli da applausi.

“Ha fatto una partita perfetta, esattamente quel che gli avevo chiesto più i gol: lui è un attaccante moderno, atipico. Però si toccava i flessori, temevo l’infortunio per la finale. Fortuna che erano solo crampi”. Un10 aCassano: “Ha fatto la miglior partita in azzurro, per intensità e colpi”.

E poi la dedica finale: “E’ per tutti quelli che ci hanno voluto bene in questi mesi, anche nei momenti particolari, e loro sanno chi sono: venivamo da un Mondiale nero, Buffon parlava di qualificazione a fatica, e ora eccoci qui. Davvero straordinario”. Basta tornare a chiudere gli occhi.

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