Revocati i domiciliari a Schettino

ROMA – Sono stati revocati gli arresti domiciliari per Francesco Schettino. Lo rende noto l’Avvocato Bruno Leporatti, difensore del comandante.

Il Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, comunica il legale, accogliendo ‘’l’istanza ex art. 299 c.p.p. per la sostituzione della misura cautelare in atto, ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari nei confronti del Comandante Francesco Schettino con l’ordinanza in data 17 gennaio 2012, con quella meno afflittiva dell’obbligo di dimora nel Comune di Meta di Sorrento. Sull’istanza, proposta dalla difesa dell’indagato, il Pubblico Ministero aveva espresso parere favorevole’’.

Schettino è tornato in libertà dunque anche se limitatamente al proprio paese. La moglie del comandante al citofono liquida con poche parole i giornalisti in attesa davanti alla loro abitazione: ‘’Siamo rimasti in silenzio finora e continueremo a restare ancora in silenzio’’.

Schettino nel memoriale ai suoi legali scrive: “C’è chi, a verbale, ha dichiarato che l’impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un’allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra… Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta. Nessuno, fino a quel momento, mi aveva avvisato che avevamo superato il punto di accostata fissato sulla rotta. Per fortuna ho visto della schiumetta bianca sulla mia sinistra. E’ stato un segno che mi ha fatto dare ordine di virare a dritta, per puro istinto”.

“In quel momento – continua – una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe. Altro che conta dei compartimenti per stabilirne la galleggiabilità! Si sarebbero trovati tutti scaraventati in aria per l’impatto. Dopo qualche minuto saremmo finiti tutti in acqua, probabilmente a testa in giù. Altro che emergenza generale in ritardo!”.

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