Spagna, Rajoy taglia i minatori in piazza: 40 feriti

MADRID – Quaranta persone sono rimaste ferite e almeno cinque sono state arrestate dopo che la marcia dei minatori e dei sindacati di ieri contro la prevista chiusura delle ultime miniere di carbone lasciasse spazio a violenti scontri nel cuore del Paseo de La Castellana di Madrid. Fonti sul posto confermano che almeno una persona è rimasta ferita da uno dei proiettili di gomma sparati dagli agenti sui manifestanti, che hanno risposto tirando pietre contro i furgoni degli agenti. Lo scontro è durato poco più di un’ora. Il Servizio Medico SAMUR informa che tra i feriti ci sono 12 minatori, sei poliziotti e cinque assistenti alla marcia.
Secondo la France Presse, la situazione è stata particolarmente tesa su Paseo de la Castellana, la grande arteria che taglia il centro di Madrid, dove si trova il ministero dell’industria.

La marcia nera
La notte precedente, con i caschi bianchi sporchi di carbone e le magliette nere, in segno di lutto, i 300 minatori arrivati a piedi a Madrid dal nord della Spagna erano stati accolti da decine di migliaia di persone. Il loro ingresso nella capitale, guidato dai sindacati maggioritari Comisione Obreras e Unión General de Trabajadores, si è trasformato in un fiume che, dopo aver bloccato il traffico lungo l’autostrada A6, ieri ha attraversato le principali arterie delle città fino alla Puerta del Sol. ‘Indignados’, organizzazioni politiche e comuni cittadini si sono uniti intorno a quella che nei cori definivano “la vera nazionale” della Spagna, un settore in sciopero indefinito da 45 giorni.

La ‘stangata’ di Mariano Rajoy
Il premier spagnolo Mariano Rajoy, presentando in Parlamento le nuove misure di austerità decise dal governo di Madrid, ha annunciato la soppressione della tredicesima per i dipendenti pubblici, oltre all’aumento dell’Iva dal 18 al 21%.
Rajoy ha prospettato risparmi complessivi per 3,5 miliardi di euro nella spesa pubblica. Oltre alla soppressione della tredicesima, i dipendenti pubblici avranno meno giorni di ferie e verranno ridotti i permessi sindacali. Inoltre diminuirà il numero delle imprese pubbliche ed il numero dei consiglieri locali calerà del 20% circa. Diminuiranno anche le indennità destinate ai sindaci. Per quanto riguarda l’Iva, il tasso di base rimane al 4%, quello medio passa dall’8 al 10%.