Si divide la principale confederazione sindacale

BUENOS AIRES – Con la controversa conferma a segretario generale di Hugo Moyano, è diventata ufficiale la frattura nella Confederazione generale del lavoro (Cgt), principale centrale sindacale argentina con circa 8 milioni di affiliati. Il voto ha consacrato le divisioni tra i sostenitori di Moyano, il leader dei camionisti già alleato chiave del governo di cui è diventato un duro avversario dopo le ultime elezioni, e un’opposizione appoggiata dalla maggioranza al potere.

Di fronte a migliaia di persone riunite in uno stadio di Buenos Aires, Moyano ha denunciato “l’inflazione insostenibile” e i problemi legati all’insicurezza, lamentando il fatto che “per la prima volta, un governo nazionale e popolare denuncia un sindacato per aver portato avanti uno sciopero contemplato dalla legge”. Si è così riferito allo sciopero generale indetto dalla Cgt a giugno contro le politiche del governo di Cristina Fernández, culminato in una mobilitazione a Plaza de Mayo, di fronte alla Casa Rosada, sede dell’esecutivo.

Moyano ha poi rivolto un ultimatum al governo: “Se non ci saranno risposte per coloro che hanno contribuito al trionfo della presidente – rieletta col 54% nell’ottobre scorso – dovremo ripensare al voto dell’anno che viene (sono in programma le legislative, ndr). Non possiamo votare chi ci pregiudica”.

Le elezioni in seno alla Cgt sono state però impugnate dal ministero del Lavoro che ha invece accolto la richiesta dell’ala contraria a Moyano di organizzare un nuovo voto il prossimo 3 ottobre per designare come segretario il leader del metallurgici Antonio Caló. “Si è prodotta la divisione formale della Cgt, ora comincia la lotta per la legittimità” ha commentato l’analista Jorge Giacobbe.

La Cgt torna a dividersi – era già accaduto in passato – quando la crescita dell’economia argentina (a una media dell’8% dal 2003) comincia a dare segnali di rallentamento, mentre l’inflazione, stimata al 25%, colpisce i salari e la disoccupazione è oltre il 7%.

“Siamo preoccupati perché la rottura del movimento operaio non apporta benefici ai lavoratori”, il commento del segretario generale dell’Unione Operaia Metallurgica, Antonio Caló, che aspira a condurre la fazione della CGT formata dai sindacati che hanno impugnato la convocatoria.

Caló, afferma l’agenzia stampa Telam, si lamenta del fatto di non aver potuto raggiungere un accordo per unire i due congressi in modo da rinnovare le autorità della CGT il prossimo 3 ottobre, quando si riuniranno i cosiddettilos ‘gremios antimoyanistas’.

Inoltre, il dirigente gastronomico e titolare della denominata CGT ‘Azul y Blanca’, Luis Barrionuevo, sostiene che il suo settore non appoggi a Hugo Moyano a causa del suo personalismo.

In dichiarazioni a un’emittente locale, Barrionuevo ha manifestato che una maggioranza all’intenro della Confederazione “ha deciso che il congresso di Moyano non è legale e punto”.