Costituzionalismo e rivoluzione bolivariana, Rodriguez a Sassari festeggia il Libertador

CARACAS – Non solo Roma e Napoli hanno festeggiato l’anniversario della nascita del patriota venezuelano Simòn Bolìvar. Il Dipartimento di Giurisprudenza, il Seminario di Studi Latinoamericani dell’Università di Sassari e l’Assla (Associazione di Studi Sociali Latinoamericani) hanno infatti organizzato nella capitale sarda un incontro di studi dal titolo “Costituzionalismo e rivoluzione bolivariana” cui ha partecipato come conferenzista l’ambasciatore del Venezuela in Italia, Julian Isaias Rodriguez Diaz.

Dopo gli interventi del rettore Attilio Mastino e del direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Francesco Sini, il diplomatico ha preso parola illustrando i legami tra l’attuale Costituzione venezuelana, votata nel 1999, e il ‘Léxico constitucional bolivariano’: una raccolta di testi del Libertadòr pubblicato in occasione del bicentenario della sua nascita – avvenuta il 24 luglio 1783 – su iniziativa dell’Assla e della Società Bolivariana del Venezuela e su proposta di Pierangelo Catalano dell’Università La Sapienza di Roma, attuale segretario dell’Assla. L’opera, che comprende anche i Progetti di Costituzione del 1819 e del 1826 e il Decreto Organico del 1828, così come le Costituzioni approvate dei Congressi del Venezuela e della Bolivia e i noti Discorsi di Angostura e di Bolivia, secondo l’ambasciatore Rodriguez è uno strumento indispensabile per l’interpretazione dell’attuale Carta costituzionale. Non a caso l’articolo 1 della Costituzione del 1999 recita: “La República Bolivariana de Venezuela es irrevocablemente libre e independiente y fundamenta su patrimonio moral y sus valores de libertad, igualdad, justicia y paz internacional en la doctrina de Simón Bolívar, el Libertador”.

– La prima iniziativa destinata ad attivare il potere costituente venezuelano è stata l’elezione di Hugo Chàvez a presidente della Repubblica il 6 dicembre 1998 – ha detto Rodriguez, secondo quanto riportato dal sito Sardies.org -. La Costituzione della Repubblica Bolivariana è una rottura “istituzionale pacifica” con la legalità precedente e con il vecchio Stato. Si basa su un processo di cambi politici grazie ai quali si promuove un nuovo progetto di Paese e un nuovo modello di Stato, più coerente con le realtà sociologiche, politiche, storiche e culturali della nostra identità come popolo.

Il diplomatico ha poi parlato dell’introduzione dei referendum, espressione di democrazia diretta, e dei poteri pubblici ‘Poder Ciudadano’ e ‘Poder Electoral’.

Condividi: