Casini: “Serve una grande coalizione” Bersani: “Lavoro per organizzare i progressisti”

ROMA – ‘’L’unica via anticrisi è una grande coalizione’’. Il centrista Pier Ferdinando Casini lo ripete da mesi e anche ora, nonostante il confronto con il Pd alleato di Vendola sia ormai cosa fatta, lo ribadisce con nettezza.

– Io lavoro per organizzare il campo dei progressisti, gli altri organizzano il loro – risponde il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che di grande coalizione dopo il voto non vuole sentire parlare. E così, alla vigilia della pausa estiva, ciascuna delle due parti si dà da fare per ‘organizzare’, come dice il segretario dei democrat, il proprio fronte.

Bersani lo fa da giorni, dopo aver chiarito i termini dell’alleanza con Sel. Ieri ha visto con Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista. Da parte sua, Casini è stato ieri dal leader di Fli e Presidente della Camera, Gianfranco Fini per un incontro in cui era presente anche il senatore del Pdl Beppe Pisanu, da mesi interessato a riorganizzare la proposta politica di un centrodestra moderato. Sulla riunione nessuna dichiarazione formale ma è ovvio che al tavolo messo a disposizione dal presidente Fini si sia parlato di come organizzare quella ‘’proposta politica nuova’’ che dovrà però presentarsi in una logica di continuità con l’esperienza di governo Monti. In vista ci sono anche gli incontri con il premier: un confronto più politico, quello odierno tra il presidente del Consiglio e Casini, e uno più istituzionale, quello di venerdì del premier con Fini.

– Io penso che ci sia una finestra, un’opportunità vera per costruire un’offerta politica non gregaria e subalterna, per arrivare alla competizione elettorale da protagonista – spiega il finiano Della Vedova convinto anche lui che l’esperienza Monti non possa essere archiviata come ‘’una parentesi’’ necessaria per tornare alla ‘vecchia politica.

Ma cosa succederà in prospettiva e se un accordo tra moderati e progressisti dovrà essere trovato prima o dopo il voto, ‘’sarà Casini a deciderlo’’ e, assicura Bersani, soprattutto la ‘’legge elettorale’’. Per ora, comunque, Bersani apprezza le parole di Casini nonostante la diversità di prospettiva sulla necessità di continuare con un incontro ‘’tra forze diverse, realizzatosi in questa legislatura e che noi – dice l’esponente Udc – riproponiamo per il futuro’’.

Rispondendo sul Corriere al politologo Angelo Panebianco e al segretario del Pdl Angelino Alfano, il leader centrista ha infatti precisato che mai si farà dettare la linea da Pd e Cgil ma che, allo stesso tempo ‘’nessuno ci può togliere dalla testa che uno sforzo di risanamento non può essere efficace senza il coinvolgimento attivo di quella metà del Paese che ha un grande insediamento nella società e nel mondo del lavoro’’.

La cortesia di Casini viene ricambiata da Bersani anche sul riconoscimento da dare al governo Monti.

– Lui è europeista e noi abbiamo bisogno di una linea europeista. Poi non sempre siamo d’accordo con quel che fa questo governo, ma sull’ asse fondamentale di salvare l’Italia, c’e’ accordo – dice Bersani che rispetto al voto, retoricamente chiede:

– E’ proprio impossibile, è utopico che anche in Italia si possa respirare con due polmoni e che i contendenti abbiano qualche tratto di fondo costituzionale in comune?.

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