Berlusconi: “Estraneo ad attacchi al Colle. Giusto sollevare conflitto di attribuzioni”

ROMA – “Considero il Capo dello Stato un impeccabile servitore della Repubblica. Ed è per questo, aggiungo, che in questi mesi tormentati il Quirinale è stato oggetto di attenzioni speciali e tentativi di condizionamento impropri, e brutali, ai quali sono completamente estraneo, dei quali sono un avversario deciso. La frittata non è rovesciabile’’. Lo afferma Silvio Berlusconi, in un’intervista a ‘Il Foglio’ in edicola oggi, intervenendo sul caso sollevato dal settimanale Panorama contenente una ricostruzione delle intercettazioni telefoniche Giorgio Napolitano e Nicola Mancino.

– Ho un rapporto consolidato e leale con il Presidente Napolitano. Lo sanno tutti. Al mio primo discorso parlamentare da premier, nel 1994, la sua replica di capogruppo alla Camera -ricorda l’ex presidente del Consiglio- fu tanto civile, in mezzo a quelle simulazioni di guerra che caratterizzavano la faziosità della sinistra, che mi alzai dal banco del governo e lo raggiunsi in Aula per una stretta di mano.

Definisce “giusta la decisione” di Napolitano “di sollevare conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale”. Una decisione, specifica Berlusconi, che “non riguarda il settimanale mondadoriano, ma i comportamenti di una Procura della Repubblica e i suoi portavoce a mezzo stampa, che oltre tutto per evidenti ragioni di piccola politica adesso litigano tra loro. I cittadini non sono stupidi, certe cose le capiscono al volo’’.

– Non gioisco – aggiunge ancora – per il fatto che questo metodo è arrivato, per calcoli politici precisi e direi di bassa lega, a lambire la massima Istituzione dello Stato. Anzi, proprio per evitare manovre torbide e destabilizzanti, italiane e internazionali, nell’interesse di un’Italia che amo e ho sempre amato, ho contribuito in modo determinante, nello scorso mese di novembre, al varo di un’operazione di emergenza imperniata sul governo del senatore Mario Monti e della sua compagine tecnica. Ritengo di essermi comportato da uomo di Stato e da patriota.