Rey: “La Vinotinto può vincere in Perù e Paraguay”

Pubblicato il 04 settembre 2012 da redazione

CARACAS – Un metro e 87 cm di altezza, 113 presenze in nazionale e 11 reti con la maglia della Vinotinto. In Venezuela ha vestito le casacche di Maritimo, Caracas, Mineros e Deportivo Lara. All’estero era nella rosa di squadre del calibro di Pontevedra (Spagna), Deportivo La Coruña (Spagna), Emelec (Ecuador), Dundee United (Scozia), Atlético Nacional (Colombia), Aek Larnaca (Grecia) e Colo Colo (Cile). Tetero e Pokemon sono alcuni dei soprannomi che gli sono stati assegnati. Vi stiamo parlando di José Manuel Rey, uno dei pezzi fondamentali della difesa del Deportivo Lara di Eduardo Saragò.
Lo abbiamo incontrato durante una sessione di autografi che si è svolta nel Centro Herbalife di Las Mercedes.

Come vedi la Vinotinto, in vista delle gare di qualificazione?
Io la vedo in forma, le gare contro Perù e Paraguay saranno fondamentali per mantenere vive le nostre chance di qualificazione. Ricordiamo che in quelle valevoli per il Mondiale 2010 siamo usciti con uno score di due sconfitte (1-0 in Perù e 2-0 in Paraguay, n.d.r.). Io mi fido di questo gruppo, so che ce la metteranno tutta e lotteranno per tutta la durata della gara per portare a casa i punti. Lo staff sa come preparare questo tipo di gare e i giocatori sanno che queste trasferte non sono una vacanza, ma un impegno che bisogna rispettare.

Cosa pensi delle rivali della Vinotinto?
Perù e Paraguay sono due rivali che sanno giocare bene in casa. Gli ‘incas’ sono una nazionale in crescita, l’abbiamo visto nella passata Coppa America quando sono arrivati al terzo posto davanti alle più blasonate Brasile ed Argentina. Il Paraguay ha un nuovo commissario tecnico, i giocatori ancora non si sono accoplati ai nuovi schemi, spero che per la sfida con la Vinotinto questo si mantenga. Ma possiamo dire che in rosa noi abbiamo giocatori importanti come Arango, Rondón e Vizcarrondo che stanno giocando molto bene nei rispettivi club di appartenenza. Il Venezuela in queste qualificazioni sta giocando meglio in trasfeta che in casa, anche questo può essere un fattore a nostro favore.

E il gruppo di giocatori convocati da Farías?
Attualmente la Vinotinto ha una rosa ben completa, che può sfidare qualsiasi nazionale. I giocatori che compongono questo gruppo giocano quasi tutti all’estero e ben pochi militano nel campionato locale, quelli che scendono in campo in Primera División hanno più di 70 gare con la ‘selección’.

Parlaci della Fundación José Manuel Rey.
Questa ‘fundación’ vuole promuovere la pratica del calcio. Durante questo periodo di vacanze abbiamo organizzato a Barquisimeto un torneo a cui hanno partecipato bambini tra i 5 e i 6 anni. Questo campionato si è svolto anche grazie all’auspicio di ‘Herbalife’ e la ‘Fundación del niño’ di Barquisimeto. La prima edizione ci è servita per capire come organizzare questo tipo di evento, anche se siamo rimasti soddisfatti di come è andata a finire, ma cercheremo di migliorare.

A questa ‘fundación’ potrebbero aggregarsi altri calciatori?
Con Gaby Miranda e Miguel Mea Vitali vogliamo creare un’accademia a cui possano accedere bambini con un’età compresa tra i 12 e 15 anni. Questa sorgerà in un terreno che abbiamo ad Acarigua. La nostra idea è prepare i ragazzi e farli partecipare a tornei nazionali ed internazionali, in questo modo avranno più possibilità di crescere a livello sportivo. C’è un campionato che si svolge a Disney, organizzato dal Milan, a cui contiamo di portare i nostri ragazzi. Spero che al nostro gruppo si aggiungano presto altre persone o ditte private per far crescere in fretta questa ambiziosa idea.

Questa accademia ha un nome?
No, non ancora. Stiamo lavorando alla creazione del logo e dei colori sociali. Ma presto vi faremo sapere di più.

Come vedi il Lara in questa stagione?
Sfortunatamente abbiamo il problema economico, che credo che abbia influito nella nostra preparazione fisica e psicologica. Il nostro precampionato è iniziato tardi, non vogliamo trasformare questo in una scusa, ma sicuramente ha influito nella preparazione delle gare. In queste prime prove del Torneo Apertura ce l’abbiamo messa tutta ma la fortuna non è stata dalla nostra parte e ci sono sfuggiti alcuni punti. Domenica contro l’Atlético Venezuela (vittoria in rimonta per 2-1 n.d.r.) abbiamo dimostrato che la squadra c’è e che se ci impegniamo possiamo ottenere i risultati. L’anno scorso, abbiamo perso solo una gara, in questa stagione abbiamo perso il match all’esordio, adesso dobbiamo impegnarci per eguagliare il nostro record della passata stagione. La squadra ha i mezzi per lottare fino in fondo per lo scudetto e gara dopo gara speriamo di continuare a crescere.

So che non è una cosa carina da chiedere, ma… da cuanto tempo non vi pagano gli stipendi?
Sono tre mesi che non percepiamo lo stipendio, ma la società si è ripromessa di pagarcelo appena avrà incassato i pagamenti degli sponsor. E’ solo questione di tempo, speriamo che la situazione si risolva al più presto.

Non si conoscono ancora le rivali, ma cosa pensi che manchi a questa squadra per affrontare la Liberdatores?
Secondo me solo la preparazione fisica. Nella gara di Coppa Sudamericana contro il Tólima abbiamo giocato un buon primo tempo in cui abbiamo sfiorato il gol in diverse occasioni, ma poi c’è stato il calo fisico e siamo stati superati dai nostri rivali.

Rey è stato uno dei beniamini della ‘barra del Caracas’ prima di passare al Mineros e al Deportivo Lara. Con i ‘rojos del Ávila’ ha giocato 44 partite in tornei internazionali e più di 200 nel torneo locale.

Com’è stato il tuo ricevimento da parte della curva del Caracas nell’ultima sfida?
Ottimo, hanno inneggiato il mio nome al mio ingresso in campo. Questo è un buon segnale: significa che ancora mi vogliono bene. Almeno per quanto riguarda la maggior parte dei tifosi. Ci sarà sempre chi non è d’accordo con il mio trasferimento e non vuole vedermi con un’altra maglia.

Passano gli anni, passano i campionati, ma nessuno può negare che José Manuel Rey è un giocatore fondamentale e che qualsiasi allenatore vorrebbe averlo tra i suoi 11 titolari. Allora non resta che dire: lunga vita al ‘Rey’.

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