Migrazioni e diritti politici: i casi di Italia e Spagna a confronto

Pubblicato il 12 settembre 2012 da redazione

BUENOS AIRES – “Migración y derechos políticos. Los casos de Italia y España” è stato il tema del dibattito pubblico di ieri nella capitale argentina, durante il quale il Partito Democratico di Buenos Aires e il Partido Socialista Obrero Español (PSOE) argentino hanno affrontato il percorso di ambo i partiti all’estero e la propria storia di costruzione della partecipazione.

Per il Circolo del PD di Buenos Aires, Maria Rosa Arona, che è anche consigliere del Cgie, ha illustrato la “lunga marcia” di lotte degli italiani in Argentina, dalle forme primarie di organizzazione, come le associazioni, passando per le lotte sindacali e politiche, alla costruzione di forme di rappresentanza politica come i Comites e il Cgie, fino ad arrivare ad ottenere i propri rappresentanti al Parlamento.

Si sono messe in luce le tensioni e contraddizioni di un processo storico che bisogna tutelare e approfondire nella consapevolezza, è stato detto, che siamo di fronte ad una realtà che cambia e che subisce processi così lesivi come quello di questi ultimi anni di governo di centrodestra in Italia, la cui tendenza è necessario invertire, nella ricerca di un approfondimento delle conquiste politiche degli italiani all’estero.

Il segretario generale del PSOE Argentina, Gustavo Acosta, ha analizzato e dibattuto intorno al percorso storico del partito, caratterizzato da una presenza organizzata all’estero degli spagnoli. Nell’era franchista, infatti, il PSOE funzionava in Argentina, mentre era fuori legge in Spagna. Il sistema di voto argentino prevede l’elezione all’estero ma dei soli candidati espressi nella madre patria e, per questo motivo oltreoceano hanno detto di apprezzare l’esperienza italiana, di rappresentanza politica che, partendo dal territorio con i Comites, trova la sua sintesi attraverso il Cgie, fino ad arrivare al Parlamento.

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