Caldera: El dinero era para mi campaña

Pubblicato il 13 settembre 2012 da redazione

CARACAS- El diputado Juan Carlos Caldera ofreció una rueda de prensa en respuesta a las acusaciones que surgieron en su contra después de que el diputado del Partido Socialista Unido de Venezuela (Psuv) Julio Chávez presentara un video en el que se muestra cómo Caldera recibe dinero de un presunto soborno.

Caldera indicó que “un grupo de diputados del partido de gobierno montó un show en donde se dice que yo supuestamente recibí un soborno. Se trata de una grabación profesional, están involucradas tres o cuatro cámaras. Puedo contar con pelos y señales todo lo que ahí ocurrió”. Ante esta realidad, consideró que todo formaba parte de un “show”, en el que se vio inmerso por ingenuidad.

“¿Por qué no se dice quién es la persona que está ahí conmigo? ¿Por qué no se dicen las cosas como son, sino buscan enlodar? No ensucia quien quiere, sino quien puede. De esta vamos a aprender a no ser tan ingenuos y vamos a salir fortalecidos”, expresó Caldera.

Informó que las conversaciones que se reseñan en el video presentado este jueves pertenecen a reuniones en casa del empresario Wilmer Ruperti, en el edificio Aldaba, en Los Palos Grandes. Afirmó que este le ofreció apoyo para su campaña como candidato a la alcaldía del municipio Sucre.

Explicó que el contacto con Ruperti se estableció por medio del diputado Eleodoro Quintero.

Destacó que no fueron dos las reuniones sostenidas con el empresario, como asegura el diputado oficialista Chávez, sino fueron tres encuentros. En uno de ellos, relató que recibió de Luis Peña 20 mil bolívares y 20 mil más en un segundo encuentro, pues el empresario Ruperti estaba interesado en colaborar con su campaña en el municipio Sucre.

Sobre la grabación, indicó: “Todo esto se hizo con la intención de manchar la candidatura de Henrique Capriles Radonski.

Caldera expresó: “Yo no salto talanqueras. Yo no recibo sobornos ni nada que se parezca. No tengo dudas de que mi voto el 7 de octubre será para Henrique Capriles Radonski. Hay Juan Carlos Caldera para rato. Aquí estoy: investíguenme”.

Explicó no sentirse “expulsado” del Comando Venezuela, pues entiende que se deba abrir un procedimiento administrativo ante el video presentado. Insistió en que espera que tras las investigaciones sea restituido dentro de su cargo en el partido Primero Justicio.

Aseveró: “Aunque mi imagen es importante para mí, por encima de eso está que Capriles sea el próximo Presidente. No puede quedar duda de que Henrique Capriles no está vinculado” con hechos de corrupción.

Aseguró que esta situación es una “gran prueba” para su vida y para su carrera política. “Lo que hoy ocurre es un testimonio más de esa Venezuela que está en juego el 7 de octubre. Esa Venezuela de la guerra sucia, de la manipulación, de la mentira. Esa Venezuela que nos anima a dejarla atrás”, expresó.

Resaltó que cada una de las responsabilidades que ha tenido durante su carrera política las ha asumido “con rectitud”.

“Obseción” de Cabello
Comentó que el presidente de la Asamblea Nacional, Diosdado Cabello tiene “una obseción, un odio” hacia él y a su juicio esto ratifica “la necesidad de derrotar al odio”. Responsabilizó a Cabello sobre cualquier incidente que pudiera ocurrirle a su familia.

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