Terzi al magazine “Sette”: quanto conta l’italia nel mondo

Pubblicato il 14 settembre 2012 da redazione

ROMA – “Guida la sua Harley Davidson 883 in jeans e sneakers; e gioca con due splendidi bimbi avuti da una giovane donna che ha una risata contagiosa. Non è un selvaggio “biker” o uno yuppie trentacinquenne: ma l’uomo che in silenzio con gli omologhi europei cerca di salvare l’euro, colui che aiuta le nostre multinazionali a portare a casa importanti contratti, il mediatore che salva la pelle a molti connazionali nei guai all’estero”. A parlare con il ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, è Ferruccio Pinotti che lo ha incontrato per il magazine del Corriere della Sera “Sette”. Al ministro Terzi ha chiesto quanto conta l’Italia nel mondo e come pensa di aiutare le nostre imprese nella difficile battaglia dei mercati internazionali. Ma anche se l’euro e l’Italia ce la faranno a uscire dalla crisi.

D. Ministro Terzi, l’Italia si situa al 69’ posto nel Corruption Perceptions Index di Transparency International, al 74’ nell’Index of Economic Freedom di Heritage Foundation, al 72’ nel Press Freedom Index di Reporters Without Borders Worldwide (“partly free”), al 48’ nel Global Competitiveness Report del World Economic Forum, al 22’ nell’Education Index di Human Development, al 65’nel Gender Equity Index, al 29’ nel Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit. È invece prima in Europa e sesta al mondo per debito pubblico (Ocse, Imf). Quanto pesa l’Italia nel mondo? Dove andiamo con questi pessimi voti? Perché siamo considerati così poco?
R. L’Italia conta moltissimo e c’è una specie di rapporto inverso tra quello che appare e ciò che posso percepire come ministro degli Esteri o quello che colgono altri esponenti del governo quando sono all’estero. C’è un indice di richiesta di Italia che è molto alto, una fiducia nel nostro Paese che non traspare dalle classifiche, che va in direzione opposta rispetto agli indicatori, spesso frutto di stereotipi in stile Sopranos. Però questi indici hanno anche dei contenuti di verità e quello sulla corruzione e la criminalità organizzata, nonché quello sulla mancanza di trasparenza ci devono far riflettere, muoverci a un impegno serio, urgente, quotidiano. Il tema della corruzione è fondamentale, credo che moltissimi italiani onesti subiscano quella mentalità che a livello fiscale chiamiamo mentalità dei furbi; è la mentalità dei disonesti, di quelli che commettono reati impunemente. Abbiamo subìto un modo di fare impresa, di partecipare a commesse pubbliche o semplicemente di gestire i soldi di tutti con una concezione molto disinvolta dell’amministrazione del denaro pubblico. Questi indici sono un monito ben preciso riguardo alle conseguenze negative che il perdurare di certi vizi hanno per la competitività esterna di un Paese, per chi si sacrifica ogni giorno per esportare, per creare occupazione in Italia. Questi indicatori ci fanno capire quanto sia urgente il decreto anti-corruzione che il ministro Paola Severino ha posto all’ordine del giorno al Senato.

D. Lei pensa che il decreto anticorruzione sia strategico sul piano internazionale? Per tornare a investire in Italia?
R. Assolutamente sì, per la credibilità del Paese. In incontri con autorità di governo e gestori di fondi sovrani – dei Paesi del Golfo e non – noto che diversi attori hanno già cominciato a reinvestire in modo significativo nel nostro Paese e nelle nostre infrastrutture turistiche, alberghiere, dei servizi. Ma urgono interventi forti: semplificazione e accorciamento dei tempi della giustizia ordinaria, soprattutto per quanto riguarda cause civili che concernono diritto delle società, recupero crediti; pagamento dei debiti da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei privati. Sono misure centrali per creare un ambiente favorevole agli investimenti esteri e all’internazionalizzazione del sistema Paese, quindi alla crescita.

D. Come si differenzia la sua politica estera da quella del suo predecessore Frattini?
R. Alla dimensione europea e atlantica della nostra politica estera vorrei aggiungere un’intonazione più marcata su due aspetti: le nostre imprese all’estero e l’azione nel grande Mediterraneo. Partiamo dal secondo, la straordinaria dinamica che si è creata con la Primavera Araba, che sta animando una crisi drammatica come quella in Siria. Ho voluto portare nell’azione di ogni giorno della Farnesina un impegno forte in un grande arco geopolitico, dalla Libia al Marocco, alla Turchia, comprendendo Israele e giù sino al Golfo dove quello che sta avvenendo fa dell’Italia un attore di primissimo piano, un ponte e un elemento di stimolo per le politiche europee nella regione.

D. Come valuta la crisi tra Iran ed Israele? Vede un’escalation?
R. Sono molto preoccupato a causa della possibilità di un intervento militare israeliano. È possibile. Difficile dire quanto probabile, ma è una possibilità concreta perché l’opinione pubblica israeliana è spaventata dall’accelerazione del programma nucleare iraniano, dal fatto che Teheran da nove anni a questa parte ha sistematicamente violato tutte le risoluzioni dell’Onu e dell’Aiea. L’Iran ha tenuto nascosti i programmi di arricchimento dell’uranio, non dà spiegazioni sulle prove raccolte in merito alla miniaturizzazione delle testate. E a questo si aggiunge la periodica osservazione che Israele è un bubbone sulla faccia della terra che va estirpato. Sfido chiunque al mondo a non sentirsi minacciato in queste condizioni, di fronte a un Paese con la pistola carica che dice “ti faccio fuori”. Se non si riesce a trovare una soluzione, la probabilità di un attacco israeliano aumenta. Inoltre la corte suprema iraniana ha ribadito la linea dura. E l’Iran lavora platealmente in direzione di un armamento nucleare, continuando ad accrescere il senso di minaccia.

D. Ci spieghi la parte economica della sua politica estera.
R. Questo è il secondo aspetto forte della mia politica estera: aiutare le nostre imprese a cogliere le opportunità di crescita nelle aree emergenti del globo: il Brasile, la Russia, il Sudafrica e la Cina. Tutta l’Asia è per noi un gigantesco mercato, una realtà che marcia in quinta: mi ha colpito molto quello che ho visto in Indonesia, in Vietnam, in Birmania, in Thailandia, dove stiamo accompagnando imprenditori che hanno interesse a entrare in quei mercati o a espandersi. Sono già 500 le imprese che ho accompagnato. Anche in Africa ci sono grandi opportunità: in Mozambico l’Eni ha trovato uno dei più grandi giacimenti di gas naturale al mondo. Idem la realtà sudafricana. In Brasile la nostra esportazione è cresciuta dell’80% nel giro di due anni. I dati parlano chiaro: c’è una specie di seconda faccia della luna nella nostra economia, un’Italia che si muove verso l’estero con tassi di crescita nell’export del 10% nel primo semestre di quest’anno, con un portafoglio di commesse e di procurement impressionante. Mentre l’economia interna è stagnante.

D. Per l’area Ue, però, o dati del nostro export parlano di un calo dal picco dei 222 miliardi di euro del 2007 ai 209,9 del 2011: perché abbiamo perso tante posizioni?
R. L’area euro vale ancora il 56% delle nostre esportazioni anche se siamo scesi di un 4-5% nell’ultimo quadriennio, solo un punto in più della decrescita che hanno vissuto anche la Germania e la Francia. Certo ci sono sofferenze nell’interscambio europeo che ha una economia più integrata e che quindi soffre di più la crisi. Ma la trasformazione del Mediterraneo favorirà la nostra economia, l’interscambio conta già per 80 miliardi con un quasi pareggio nonostante si tratti di Paesi fornitori di materie prime e di energia. Vuol dire che abbiamo una capacità esportativa molto sostenuta, con una dinamica di crescita del 20% annuo.

D. Parliamo della revisione dell’Ice, un istituto che è fallito. Come rinascerà per sostenere le nostre aziende all’estero?
R. L’Ice è stato completamente ripensato e riorganizzato, non si era mai riusciti a ottenere una compenetrazione funzionale e organizzativa con le nostre ambasciate, ora invece c’è una identità fisica tra le due reti. Il capomissione è responsabile anche dell’attività svolta dall’ufficio Ice e c’è una linea di comando unica. Il bilancio sarà coordinato con quello del ministero degli Esteri.

D. Come si concilia l’azione di rilancio delle nostre imprese all’estero con la spending review? Solo le missioni all’estero costano 700 milioni l’anno. Non sono troppi?
R. Abbiamo dovuto comprimere le spese andando a individuare le azioni di maggiore efficienza per la Farnesina. Dal mio arrivo, nel novembre 2011, ho creato una commissione indipendente cui partecipano un magistrato della Corte dei conti, un funzionario parlamentare, un ex sottosegretario agli Esteri, un paio di rappresentanti di forze politiche e di componenti dell’amministrazione. Abbiamo fatto dei tagli importanti su alcune poste, come gli insegnanti italiani all’estero. Dovremo poi realizzare degli accorpamenti e delle razionalizzazioni per quanto riguarda gli istituti di cultura: ne abbiamo 89, ma ci sono 15-20 istituti che possono essere utilmente integrati meglio nell’attività dell’ambasciata con risparmi forti sotto il profilo delle spese gestionali, mantenendo la figura degli addetti culturali all’interno delle ambasciate. Certo preferirei avere anziché lo 0,22% del bilancio dello Stato, 5 volte tanto come i francesi, o 3 volte come gli inglesi, o 4 come i tedeschi: le nostre ambasciate servono anche per fare impresa e disporre di risorse limitate rispetto ai nostri concorrenti è un handicap.

D. C’è però chi parla di grandi sprechi nelle ambasciate, nei consolati, negli istituti di cultura: cosa replica?
R. I grandi sprechi delle ambasciate sono una falsità aberrante. Di sprechi alla Farnesina – glielo posso assicurare – non ce ne sono. Il nostro bilancio vale 1,7 miliardi, i dipendenti sono circa 5.000 compresi quelli all’estero. Ne abbiamo persi circa 1.400 in 4 anni per mancanza del turn over. L’Inghilterra ha 13.000 addetti, la Francia 9.500, la Germania 10.000. Come Paese abbiamo una consistenza di forza lavoro e di finanziamenti assolutamente esigua.

D. Parliamo di Europa: l’euro sopravviverà e l’Italia ne farà parte? In che modo?
R. Dobbiamo porci obiettivi di uscita dalla crisi con gli strumenti del Six Pack (i sei regolamenti per la governance europea, ndr), ma soprattutto con gli strumenti del trattato Efsf (European Financial Stability Facility, detto Fondo salva-Stati) e con l’attuazione delle decisioni del Consiglio europeo del 28 giugno, centrali per il mandato della Banca Centrale Europea e per il meccanismo dell’Esm (European Stability Mechanism). Per noi stabilità significa possibilità di interventi della Bce sul mercato secondario per creare un cuscino contro la fluttuazione degli spread, troppo alti e immotivati per le condizioni strutturali e congiunturali dell’Italia. Sbalzi determinati unicamente da movimenti di mercato speculativi.

D. In molti, da Berlusconi a Maroni e a Grillo, chiedono il ritorno alla lira: cosa succederebbe se si realizzasse?
R. Uscire dall’euro significherebbe andare incontro a grandi difficoltà di finanziamento del nostro debito pubblico. Poi l’ipotetico vantaggio delle svalutazioni competitive creerebbe una vampata inflazionistica destabilizzante sul piano sociale e della tenuta degli equilibri economici del Paese. L’euro viene accusato di essere all’origine della crisi, ma le bolle della finanza globalizzata hanno fatto danni ben peggiori.

D. Col debito pubblico che ha, l’Italia ce la farà?
R. Ne sono certo. Molti imprenditori e persone con appartenenze politiche diverse ci dicono “proseguite in quello che fate”. Il Paese risalirà drammaticamente nelle graduatorie internazionali.

Ultima ora

11:23‘Our Le Mans’: ecco il docufilm di Cetilar Villorba Corse

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Sarà distribuito via web lunedì 18 dicembre Our Le Mans ("La nostra Le Mans"), il docufilm che racconta l'esordio del team Cetilar Villorba Corse alla 24 Ore di Le Mans 2017. Diretto da Nico Fulciniti di JOBDV/Studio, il film sarà visibile collegandosi alla pagina www.cetilarvillorbacorse.com/film all'interno del portale ufficiale del team tutto italiano diretto da Raimondo Amadio che con la Dallara P217 condotta da Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi si è classificato nono assoluto e settimo di classe LMP2. Totalmente incentrata sul racconto/resoconto di questo straordinario debutto nella leggendaria ed estenuante gara automobilistica francese, la pellicola è il sequel del precedente "Road to Le Mans", presentato nell'aprile scorso e che raccontava l'evoluzione del progetto Cetilar Villorba Corse dalla nascita fino alla conferma della prima partecipazione avvenuta nel segno del motto distintivo "Italian Spirit of Le Mans" nel giugno scorso.

11:13Moto: varati calendari 2018 minimoto e Civ Junior

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Scatteranno nel fine settimana del 22 aprile il Campionato Italiano Minimoto e il CIV Junior 2018. A poco più quattro mesi dall'inizio dei tricolori dedicati ai giovanissimi della velocità nazionale, sono stati pubblicati i calendari di entrambe le competizioni a ruote basse. Sia nel Campionato Italiano Minimoto che nel CIV Junior si disputeranno due round per ogni weekend, per un totale di 5 tappe e 10 gare a Campionato. Campionato Italiano Minimoto: la prima partenza avverrà nel nuovo impianto di Cervesina (PV), poi si correrà una volta al mese (ad eccezione di agosto mese dedicato al campionato europeo) fino a settembre. Dopo il semaforo verde del 21 e 22 aprile, il secondo appuntamento si svolgerà il 12 e 13 maggio a Castrezzato (BS). Gli impianti di San Mauro Mare (FC) e Contigliano (RI) ospiteranno, rispettivamente il 9-10 giugno e il 14-15 luglio, gare che potranno essere determinanti. Gran finale il 15 e 16 settembre a Jesolo (VE).

11:05Basket: Nba, tonfo inatteso di Boston, corre Houston

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'inatteso tonfo casalingo di Boston e la dodicesima vittoria consecutiva di Houston sono i dati salienti della notte Nba, nella quale si sono giocate undici partite. I Celtics hanno dovuto cedere le armi agli Utah Jazz con il punteggio di 107-95. Sonante la vittoria dei Rockets sui San Antonio Spurs, 124-109 (Chris Paul a segno con 28 punti). Vittoria di misura 96-94 dei Memphis Grizzlies sugli Atlanta Hawks di Marco Belinelli, autore di una buona prestazione, segnando 14 punti in soli 21 minuti. Prestazione magnifica invece per Russell Westbrook, ormai tornato quello dei tempi migliori, che ha messo a segno una tripla doppia (27 punti, 17 rimbalzi e 15 assist) trascinando alla vittoria Oklahoma su Philadelphia per 119-117 in una partita allungata fino a 3 overtime. Da segnalare infine la sconfitta dei Clippers con i Washington Wizards per 100-91 e la vittoria di Denver su New Orleans per 117-111.

10:48Ghiaccio: Kostner incanta nel corto ai campionati italiani

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Supera anche le più rosee aspettative Carolina Kostner nella terza giornata di gare dei Campionati Italiani 2018 di pattinaggio di figura. All'Agorà di Milano la campionessa delle Fiamme Azzurre conferma il suo ottimo stato di forma realizzando un eccezionale programma corto da 81.91 punti (42.27 di valutazione tecnica e 39.64 per i components) con cui guida la classifica parziale dell'individuale femminile. E all'Agorà non tradiscono nemmeno gli altri big, attesissimi sul ghiaccio milanese. E' infatti spettacolare, una volta di più, il programma corto di Cappellini-Lanotte (Fiamme Azzurre) che vale al tandem lombardo la testa della classifica parziale nella danza a quota 82.08 (43.60 di valutazione tecnica e 38.48 per i components), con poco più di 5 punti di margine su Guignard-Fabbri (Fiamme Azzurre), secondi con 76.84 (40.64 di valutazione tecnica e 36.20 per i components). Più staccate le altre due coppie in gara, Tessari-Fioretti (Ice Lab) e Moscheni-Fabbri (Ice Lab), rispettivamente terza e quarta.

10:43Dakar: Kamaz rilancia la sfida e punta al 15esimo sigillo

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La categoria dei camion alla Dakar parla russo da quando Vladimir Chagin centrò la prima vittoria nel 2000, ai piedi delle piramidi del Cairo. Da quell'edizione, il dominio di Kamaz è stato interrotto solo tre volte, nel 2007, 2012 e 2016. Con il ritiro dello "zar", avvenuto dopo aver battuto il record di Karel Loprais con un settimo sigillo, la squadra russa si è aperta ad una nuova generazione di piloti. L'erede diretto e campione in carica è Eduard Nikolaev, che si è imposto vincendo per la prima volta all'età di 30 anni nel 2013, come il suo compagno di squadra Airat Mardeev nel 2015. Quest'anno, i due campioni della Dakar saranno accompagnati da un altro giovane, Dmitry Sotnikov, che ha già mostrato grande talento finendo secondo l'anno scorso. L'obiettivo è riconfermarsi per il 15mo titolo. I camion Iveco del Team De Rooy sono stati gli unici a minacciare la supremazia russa nel continente sudamericano e saranno gli avversari più impegnativi.

10:38Vela: Ettorre, Mondiali giovanili orgoglio per federazione

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Il 2017 si chiude con il campionato del mondo giovanile vinto dall'Italia in Cina: un successo atteso, ci credevamo molto, sia sul trofeo a squadre che sull'individuale. Il fatto che abbiamo conquistato 4 medaglie individuali e un trofeo per nazioni per la seconda volta consecutiva ci riempie di orgoglio, un successo che ha dimostrato come la crescita mondo giovanile sia stratificata su tutte le classi". Così il presidente della Federazione italiana vela, Francesco Ettorre, nell'incontro di fine anno con la stampa al termine del Consiglio federale di oggi andato in scena al Salone d'Onore del Coni. "Il bilancio del 2017 è sicuramente positivo - prosegue Ettorre - sia per quello che riguarda la vela agonistica, che per la promozione e i numeri della vela italiana che parlano di una vela in crescita''.

09:51Usa: California, brucia ancora zona a ovest di Los Angeles

(ANSA) - SANTA BARBARA, 16 DIC - Brucia ancora la zona a ovest di Los Angeles, in California, dove le fiamme - alimentate da forti venti - minacciano ora migliaia di case, mentre migliora la situazione a nordovest della città. L'incendio, soprannominato Thomas Fire, e' il quarto più grande che ha mai colpito la California: i vigili del fuoco sono riusciti finora a domarlo per circa il 35% rispetto al totale dell'area colpita dal 4 dicembre scorso di circa 1.036 chilometri quadrati tra le contee di Ventura e Santa Barbara. Finora l'incendio ha distrutti oltre 1.000 edifici e oltre 700 case e secondo le autorità potrebbe colpire altre 18.000 strutture. Giovedì, come e' noto, l'incendio e' costato la vita a un vigile del fuoco.

Archivio Ultima ora