In Siria abusi anche da ribelli

GINEVRA – In Siria tanto le forze governative quanto i ribelli hanno commesso crimini di guerra e pesanti violazioni dei diritti umani e le forze di regime si sono macchiate anche di crimini contro l’umanità: lo ha detto a Ginevra il presidente della commissione d’inchiesta dell’Onu sulla situazione in Siria, Paulo Pinheiro.

La Commissione di inchiesta ha confermato la “crescente presenza di elementi stranieri, tra cui militanti jihadisti” nel Paese teatro di un violento conflitto. “Alcuni si stanno unendo alle forze antigovernative, mentre altri stanno creando i propri gruppi e operano in modo indipendente. Tali elementi tendono a spingere i combattenti anti-governativi verso posizioni più radicali”, ha detto Pinheiro.

Critiche tedesche
Sulla Siria, dove “la situazione umanitaria è sconvolgente”, “il consiglio di Sicurezza dell’Onu ha dimostrato di non essere sufficientemente in grado di agire” per l’opposizione di Paesi quali Cina e Russia: lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. La politica della comunità internazionale per fermare il conflitto in Siria “non è efficace come vorremmo, perché nel consiglio di Sicurezza dell’Onu ci sono Paesi che non condividono la posizione” che la Germania sostiene “con l’Unione europea, gli Stati Uniti e molti altri Paesi” del mondo arabo e musulmano “come la Turchia”. “Lo considero molto deplorevole – ha commentato Merkel – e l’ho sempre fatto presente nei miei incontri con i vertici politici cinesi e russi”. “Spero che l’inviato speciale dell’Onu, Lakhdar Brahimi, abbia più successo del suo predecessore (Kofi Annan). Noi lo sosterremo in ogni sua iniziativa”, ha concluso la cancelliera.

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