Onu: diminuite le coltivazioni di foglia di coca

LA PAZ – Passando da 31.000 ettari a 27.200, la Bolivia ha ridotto del 12%, le sue coltivazioni di foglia di coca, materia prima della cocaina, dal 2006: è quanto ‘certifica’ l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodoc) nel suo rapporto annuale presentato a La Paz dal suo responsabile nel paese andino, il peruviano César Guedes. Si tratta del primo calo consistente delle piantagioni dall’arrivo al potere del presidente di origini indigene Evo Morales. Nel 2005 gli ettari coltivati a coca risultavano 25.400.

Secondo lo studio dell’Onu, la diminuzione registrata nel 2011 si deve alla distruzione di 10.500 ettari, il 28% in più degli 8200 del 2010: la produzione complessiva di foglia di coca lo scorso anno è risultata pari a 48.100 tonnellate, rispetto alle 55.000 dell’anno precedente, per un valore di 353 milioni di dollari (l’1,5% del Pil boliviano). Tuttavia, l’Onu afferma che solo 18.420 tonnellate di coca sono state commercializzate nei mercati legali di La Paz e Sacaba (centro).

L’Unodoc non ha presentato, come l’anno scorso, il calcolo del potenziale di produzione di cocaina in Bolivia, precisando di stare ancora lavorando “sulla revisione dei fattori di conversione della foglia in cloridrato di cocaina puro al 100%”. Ha però rilevato che “esistono diversi indizi che indicano che l’efficienza dei laboratori in Perù e Bolivia è cambiata gradualmente a causa dell’influenza del metodo di produzione colombiano” che impiega un quantitativo minore di coca.

Il rapporto dell’Onu ha “sorpreso” l’incaricato di affari dell’ambasciata statunitense a La Paz, Larry Memmot, presente alla diffusione dello studio insieme al presidente Morales: secondo i calcoli di Washington, infatti, le piantagioni sarebbero scese tra il 2010 e il 2011 del 13%, ma passando da 34.500 a 30.000 ettari. Morales ha invece colto l’occasione per criticare l’ultimo rapporto degli Usa, diffuso la scorsa settimana, in cui si sostiene che la Bolivia non rispetta gli accordi antidroga internazionali. Il presidente ha ricordato che la Giunta internazionale per il controllo degli stupefacenti dell’Onu afferma che il mercato della droga continua a crescere negli Stati Uniti, “che sono diventati il giudice antidroga del pianeta, quando sono il più importante recettore di denaro proveniente dal narcotraffico”.

Il tetto massimo legale per le piantagioni di foglia di coca in Bolivia è di 12.000 ettari; il governo Morales vorrebbe elevarlo a 20.000 per promuovere l’industria locale che la utilizza, fra l’altro per farine, bibite energetiche e infusioni.

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