Dopo il Lazio la Campania, l’accusa è peculato

NAPOLI – Blitz della guardia di finanza al consiglio regionale della Campania, situato al centro direzionale di Napoli. Le fiamme gialle hanno acquisito atti riguardanti i fondi assegnati ai gruppi consiliari. L’ipotesi di reato formulata dalla sezione reati contro la P.a. della Procura di Napoli è di peculato. L’indagine è condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giancarlo Novelli.
L’indagine della procura di Napoli sul consiglio regionale della Campania, simile a quella che sta riguardando la Regione Lazio, è nata casualmente oltre un mese fa, da un’intercettazione telefonica riguardante un’altra inchiesta riservata, mai pubblicizzata e tuttora in corso.
I documenti, acquisiti dalle Fiamme Gialle, sono stati prelevati presso la presidenza del consiglio regionale e riguardano il bilancio regionale relativi alla ripartizione di fondi per i vari gruppi nonché la relazione della presidenza del Consiglio sulle modalità di rendicontazione. Dai primi accertamenti compiuti dal nucleo regionale di polizia tributaria emergerebbe che denaro destinato ai gruppi regionali presenti in Consiglio in Campania era finito attraverso bonifici nella disponibilità di singoli consiglieri.
Sono in corso accertamenti per verificare se e in che modo il denaro sia stato successivamente speso.
“Fiducioso e tranquillo” il presidente del Consiglio regionale della Campania Paolo Romano. Alle fiamme gialle, spiega, è stata fornita la documentazione relativa al periodo che va dal 2008 all’anno in corso. Da parte della presidenza del Consiglio regionale, assicura Romano, “c’è la massima disponibilità e collaborazione con la magistratura”.
– Parliamo di cifre basse, per i sette gruppi consiliari presenti in Aula c’è uno stanziamento di 1.055.000 euro. Inoltre – sottolinea – è da quando si è insediata l’attuale Consiglio che abbiamo avviato un’azione di contrasto ai costi della politica e continueremo su questa strada. Di questo sono molto soddisfatto – conclude.

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