Draghi: nessuna azione senza riforme da Paesi

BERLINO – Angela Merkel e Mario Draghi sono “d’accordo sul fatto che in Europa, negli Stati nazionali come nella collaborazione nell’ambito dell’unione monetaria, sia necessaria un’ulteriore forte disponibilità alle riforme per aumentare la competitività e recuperare la fiducia e la credibilità”. Lo riporta una nota dopo l’incontro fra i leader.
Al centro del colloquio c’è stata “l’istituzione di un organo di vigilanza europeo per le banche indipendente e la preparazione del futuro vertice europeo di ottobre”, si legge in una nota del portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, sull’incontro in Cancelleria fra il presidente della Bce e la cancelliera.
– Gli indicatori mostrano che mercati finanziari aspettano che l’inflazione resti bassa in linea col nostro mandato – ha detto Draghi.
Il presidente della Bce ha anche sottolineato che la moneta unica “supporta il settore industriale da cui dipende la Germania”. In un passaggio finale del suo intervento, ha poi sottolineato che “l’euro supporta crescita, prosperità pace e stabilità. E per questo è irreversibile”.
Il consiglio della Bce ha posto il processo di riforme nei Paesi per cui interverrà come pre-requisito necessario, il che “assicura che i governi continueranno a prendere le misure necessarie” ha detto Draghi, sottolineando come l’Eurotower non adotterà alcuna azione in assenza di riforme.
-”Ci sono numerose ragioni per essere positivi su dove stiamo andando in Europa. Ci aspettiamo che l’economia migliori l’anno prossimo. L’eurozona sta facendo progressi e i mercati lo stanno riconoscendo: questo è il mio messaggio di oggi. Il fatto che i progressi siano così veloci è già un segnale importante. La Bce doveva scegliere fra o un no su tutto, ‘nein zu alle’, o agire. E ha deciso di agire -”, ha aggiunto, dichiarando comunque di condividere molte delle preoccupazioni della Bundesbank, per cui prova “enorme rispetto” sul programma di acquisto Bond.
“Ci sono ancora molti compiti da fare a casa”, ha detto dal canto suo Angela Merkel intervenendo alla giornata della Bdi, la Confindustria tedesca. La cancelliera ha sottolineato che molto è stato fatto ma che per superare la crisi serve ancora tempo. Merkel ha ribadito che “un’unione del debito ci riporterebbe dove eravamo prima”. “No responsabilità senza controlli”, ha affermato.
Troppo spesso in passato nell’Ue “abbiamo disatteso le promesse”, come quella di diventare la realtà economicamente più dinamica entro la fine del decennio scorso, proposito “chiaramente non mantenuto”. Far crescere rapidamente gli stipendi in Germania per accelerare l’armonizzazione del costo del lavoro nell’eurozona è “forse una soluzione a breve termine”, ma non valida per “chi ha a cuore la crescita a lungo termine dell’Europa”, ha sottolineato la cancelliera. “Noi, come Germania, non possiamo fare compromessi in tal senso”, ha considerato.
“La Germania non può sganciarsi dallo sviluppo economico dell’Europa”. Davanti alla platea degli industriali tedeschi, Merkel ha ricordato che “l’export tedesco è destinato per il 40% all’eurozona e per il 60% all’Unione europea”.
La crescita “non deve essere teorica” e non si può costruire con l’indebitamento, ha detto Angela Merkel, contestando una “filosofia che viene di nuovo dibattuta” in Europa. Merkel ha ribadito che in passato si pensava che “con i debiti si cresce e poi con la crescita si pagano i debiti”. Questa “filosofia”, ha aggiunto, “di nuovo argomentata in Europa”, “non ha funzionato”. “L’Europa è un motore mondiale della crescita”, ha continuato, e questa non “deve essere affrontata teoricamente, ma bisogna porre le condizioni per costruirla”. Per crescere bisogna essere “capaci di produrre prodotti competitivi in grado di affermarsi sul mercato”. E per ottenere questo bisogna ad esempio “investire sull’innovazione”.

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