Ucciso boss dei ‘Los Zetas’. Rubato il corpo

CITTÀ DEL MESSICO – Il leader del cartello della droga messicano ‘Los Zetas’, Heriberto Lazcano, è stato ucciso in uno scontro a fuoco con gli agenti della marina del Messico nello Stato settentrionale di Coahuila, vicino al confine con gli Stati Uniti. Lo fa sapere la stessa marina, confermando l’identità del boss, noto anche come ‘El Lazca’, grazie all’analisi delle impronte digitali. Poco dopo la conferma, però, è giunta notizia della scomparsa del corpo, sottratto da un gruppo di uomini armati che ha fatto irruzione nella compagnia di pompe funebri dove giaceva. Il cartello ‘Los Zetas’ è responsabile di alcuni dei massacri più efferati avvenuti nel Paese e ha contribuito a evasioni di massa dalle carceri, oltre che a condurre numerosi attacchi contro le autorità.
Nonostante la morte di Lazcano, il gruppo non resterà senza guida. Alle sue spalle c’è infatti lo spietato capo Miguel Ángel Trevino Morales, che ha la reputazione di essere ancora più violento di ‘El Lazca’. Trevino Morales, noto anche come ‘Z 40’, ha assunto un ruolo di leadership e secondo alcuni avrebbe preso il posto di Lazcano come capo operativo. Sotto la leadership di ‘El Lazca’, ‘Los Zetas’ hanno reclutato più killer professionisti, molti dei quali ex soldati messicani, e hanno assunto i cosiddetti ‘kaibiles’, soldati del Guatemala specializzati in azioni antirivolta, capaci di trasformare piccoli gruppi di assassini in gang spietate. Lazcano, spiegano i procuratori, “ha rafforzato l’organizzazione, creando una nuova struttura di cellule regionali specializzate in crimini specifici”.
Fino al 2010 i Los Zetas costituivano il braccio armato del cartello del Golfo, che li aveva incaricati di proteggere i suoi carichi. Dopo la rottura fra i due gruppi, i narcos dei Los Zetas hanno cominciato a combattere una dura battaglia per il controllo degli affari nel Messico nordorientale, base tradizionale del cartello del Golfo, con un aumento considerevole degli omicidi legati al traffico di droga.