Ferrigno (Insieme): “La rete consolare va ripristinata con innovazione”

PHILADELPHIA – “Noi di “Insieme per gli italiani” stiamo raccogliendo numerosissime lamentele in ordine al cattivo funzionamento della nostra rete consolare all’estero.
Ci troviamo ad avere a che fare con un problema assai sentito dai nostri connazionali perché procura disagi di grande portata a fronte della mancanza di erogazione di servizi e di informazioni necessarie per la quotidianità. Ecco perché stiamo approntando un piano articolato di razionalizzazione sui territori in base alle istanze che riceviamo dai residenti all’estero”. A comunicarlo è Salvatore Ferrigno, segretario di “Insieme per gli italiani”, che spiega: “lo studio, anche sul piano statistico, tiene conto del numero delle presenze sui territori, delle distanze dagli uffici e dalle rappresentanze consolari, della pianificazione ex novo di riferimenti dove sono del tutto assenti queste istituzioni”.
Nonostante tutte le interrogazioni e le risposte del Governo ai parlamentari, per Ferrigno “non si riesce a far passare il messaggio di un disagio veramente grave da parte delle comunità italiane all’estero”.
Quindi “Insieme” intende “lavorare nella direzione della ragionevolezza nel far presente l’atavica incapacità dei consolati di far fronte alle richieste di erogazione di servizi e delle informazioni necessarie solo ed elusivamente lamentando la mancanza di personale amministrativo di ruolo ed anche di personale a contratto. Noi crediamo in un vero processo di innovazione da introdurre per garantire servizi consolari sui territori a presenza italiana. Non ci riferiamo solo alla tecnologia che pure andrebbe e va introdotta a pieno regime nelle procedure burocratiche, ma ad un sistema che possa vivere di propulsione propria richiedendo solo un minimo di risorse economiche. Innovare significa anche programmare con criterio il futuro in base a quanto la ricerca e l’evoluzione dell’uomo propone”.
Quindi, consolati economicamente autosufficienti, ma non solo: “il problema non sono solo i quattrini, il problema vero è la mancanza di una volontà che si spenda in questo senso. I ministri e quanti lavorano in questo campo forse, non possono immaginare quanti disagi i nostri connazionali sono costretti a sopportare dietro le porte eternamente chiuse dopo aver percorso centinaia se non migliaia di chilometri e le ore passate al telefono occupato oppure muto. Ci rendiamo conto che non è facile credere se non si è provato sentirsi chiudere la comunicazione nel bel mezzo di una conversazione telefonica con qualche addetto consolare scostumato ed impaziente. Assistiamo alla chiusura dei consolati che abbandonano i connazionali al loro destino senza riferimenti”.
A fronte di questa situazione “Insieme” propone “una politica propositiva non assistenzialista. Il progetto al nostro studio tiene in considerazione anche la nuova visione organizzativa di ristrutturazione dei Comites ampiamente prevista dal nostro programma politico. Pur tenendo distinte le funzioni consolari da quelle dei Comites, cercheremo di proporre comitati in grado di essere propositivi e che sappiano, cioè, intervenire in supporto ed aiuto alle istituzioni vedendosi riconosciuto il ruolo parallelo-istituzionale necessario”.

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