Cile: Piñera visita l’Araucania i mapuche protestano

SANTIAGO – La polizia cilena ha utilizzato gli idranti per respingere gli indigeni mapuche che hanno manifestato, armati di bastoni e pietre, in occasione di una visita del presidente Sebastian Piñera nella regione centro-meridionale di Araucania. L’accoglienza di alcuni leader mapuche è stata fredda poiché sostengono che il capo di Stato abbia fatto poco per andare incontro alla loro richiesta di maggiori diritti e autonomia.
In occasione della visita, i capi del gruppo indigeno hanno chiesto al presidente la liberazione di quattro mapuche in sciopero della fame da 51 giorni, accusati di tentato omicidio di ufficiali di polizia cileni e di possesso illegale di armi. Una richiesta a cui però Piñera si è opposto. I prigionieri sono stati spostati in ospedale dal carcere per ricevere cure dopo aver perso tra gli 8 e i 13 chilogrammi dai 27 agosto, quando hanno iniziato la protesta. “Lo sciopero della fame – ha commentato il presidente – non è un meccanismo legittimo o efficiente. Coloro che hanno commesso crimini e che sono stati condannati dal sistema giudiziario, a prescindere dalla loro etnia od origine, devono rispondere davanti alla legge”.
Secondo il leader mapuche Jorge Huenchullan, 15 membri della comunità di Temucuicui sono stati inoltre arrestati per aver affisso poster contro Piñera nella città di Ercilla. “Stiamo protestando perché questo presidente è nel territorio mapuche e viene qui senza offrire una soluzione alle nostre richieste”, ha commentato Huenchullan ad Associated Press.
La visita di Piñera nella regione era volta a rivedere un piano recentemente annunciato dal governo per aiutare le comunità indigene. I mapuche hanno resistito alla conquista spagnola per trecento anni e il loro desiderio di autonomia rimane forte. Furono sconfitti militarmente nel 1881 e costretti nella regione dell’Araucania, a sud del fiume Bio Bio, a circa 600 chilometri a sud della capitale Santiago. La maggior parte della comunità ora vive in povertà. Le proteste nella regione ultimamente si sono fatte più frequenti e alcuni gruppi radicali hanno attaccato la polizia, ma anche gli agenti sono stati accusati a più riprese di aver commesso abusi contro gli stessi indigeni.