Onu: “Non aspettiamo nuova Srebrenica per intervenire”

GINEVRA – “Non ci dovrebbe volere una cosa drastica come lo fu Srebrenica per spingere il mondo ad adottare azioni serie per fermare questo tipo di conflitto”. Lo ha detto a proposito della Siria l’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay, durante una conferenza stampa a Ginevra organizzata per riassumere il suo primo mandato di quattro anni. La Pillay ha chiesto al mondo di evitare un altro massacro come quello avvenuto nel luglio del 1995 a Srebrenica, in Bosnia, quando 8mila uomini e ragazzi musulmani furono uccisi dalle forze serbo bosniache. Secondo gli attivisti siriani, dall’inizio della rivolta a marzo del 2011 sono state uccise oltre 33mila persone. Pillay ha aggiunto che molti bambini siriani “saranno segnati per tutta la vita” dalle azioni compiute dal governo di Damasco, dall’esercito o dai loro vicini durante il conflitto.

Morti al nord del paese
È’ di almeno 20 morti, tra i quali “numerosi bambini”, e “30 dispersi” il bilancio delle vittime dei bombardamenti aerei a Maarrat an Numaan, nel nord della Siria. Lo riferiscono fonti ospedaliere al corrispondente della Afp sul posto.
Il bilancio del raid aereo porta a 71 morti il numero delle vittime sono morte nelle violenze di ieri nel Paese, secondo un bilancio provvisorio dei Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell’opposizione. Le forze lealiste stanno cercando di riconquistare questa località strategica sull’autostrada tra Damasco e Aleppo, caduta nelle mani dei ribelli.
E anche una forte esplosione ha scosso Damasco. Lo riferiscono residenti di Kfar Suse quartiere periferico nella parte sud-occidentale della città, citati dai comitati di coordinamento locali. Secondo le prime informazioni si tratta di un attentato suicida compiuto a bordo di una motobomba contro la sede di uno dei servizi di sicurezza.