Libano, autobomba a Beirut: 8 morti e almeno 78 feriti

BEIRUT – Un’autobomba è esplosa ieri nel pieno centro di Beirut, nel quartiere di Ashrafieh, in Libano, provocando almeno 8 morti e un’ottantina di feriti.
L’attentato, eseguito con un’autobomba, è avvenuto nel quartiere Ashrafieh. Secondo quanto ha riferito il sito d’informazione ‘Naharnet’, l’esplosione è avvenuta nei pressi della sede della radio ‘Voice of Lebanon’, del segretariato generale del partito ‘14 marzo’ e di una banca.
Tra le vittime c’è anche il colonnello Wissam al-Hassan, capo del servizio interno dell’intelligence militare libanese. Secondo la tv satellitare al-Jazeera il colonnello era proprio l’obiettivo dell’attacco. Al-Hassan, vicino all’ex premier Saad Hariri, era stato accusato di recente dagli sciiti di Hezbollah di fornire armi agli oppositori siriani dell’Esercito libero. Al-Hassan aveva scoperto di recente un piano per attentati contro personalità politiche e religiose nel nord del Libano. La scoperta aveva portato all’arresto dell’ex ministro dell’Informazione, Michel Samaha, stretto alleato del presidente siriano Bashar al-Assad.
“Wissam al-Hassan è stato ucciso perché aveva arrestato Michel Samaha”, afferma Samir Geagea, politico libanese cristiano maronita, leader del partito Forze Libanesi. Il leader cristiano, del fronte anti-Siria e anti-Iran, si è recato sul luogo dell’attentato e ha detto ai giornalisti che “quello che è accaduto è un duro colpo alla sicurezza del Libano” e che il governo dovrebbe dimostrare “almeno un minimo senso di patriottismo”. “Possono uccidere una o due persone – ha detto Geagea – ma non possono uccidere tutto il popolo. Qualunque cosa facciano, noi continueremo sulla nostra strada”.
Dopo l’attentato nella capitale, la strada per l’università è stata bloccata da manifestanti che hanno bruciato alcuni pneumatici. Stessa scena vicino alla cittadella sportiva di Beirut e sulla strada tra le località di Chtaura e Zahle. Uomini armati sono scesi in piazza ad al-Bireh, nel sud-est del Paese, bloccando le strade, mentre uno scontro a fuoco è esploso nella città portuale di Tripoli, tra i quartieri rivali di Jabal Mohsen e Bab al-Tabbaneh.
A Beirut c’è stata una riunione d’emergenza tra il presidente libanese Michel Suleiman e il premier Najib Miqati mentre per oggi è prevista una riunione straordinaria del consiglio dei ministri. Il governo libanese ha inoltre proclamato il lutto nazionale per oggi, per commemorare le vittime dell’attentato.
Dalla Siria è giunta la condanna del ministro dell’Informazione e portavoce del governo, Omran al-Zoubi, secondo cui “si tratta di un attacco terroristico ingiustificabile”.
“E’ un vile gesto di violenza che merita la più ferma condanna”, è il commento del titolare della Farnesina, Giulio Terzi, che esprime “profondo cordoglio” per le vittime. “Si tratta – prosegue Terzi – di un efferato ed inaccettabile atto di terrorismo, volto a minare la coesione nazionale in Libano, i cui responsabili dovranno essere fermamente perseguiti”. “L’Italia – conclude il ministro degli Esteri – manifesta piena solidarietà al governo libanese e continuerà nel suo convinto impegno a tutela sia dell’indipendenza, dell’unità e della democrazia del Paese, che della sua stabilità e sicurezza”.
‘’L’attentato avvenuto a Beirut merita la più ferma condanna, per l’assurda violenza omicida che manifesta e perché è contrario agli sforzi e all’impegno per conservare una convivenza pacifica nel Libano’’, afferma padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede. ‘’Il Libano invece – aggiunge – come ha ripetuto più volte il Santo Padre Benedetto XVI, è chiamato a essere un messaggio di pace e di speranza per chi vi abita e per tutta quella Regione. Mentre si partecipa con compassione al dolore per la morte e il ferimento di tante persone, ci si augura che questo fatto orribile non sia occasione del diffondersi ulteriore della violenza’’.

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