Usa, a Obama l’ultimo dibattito Romney sulla difensiva

WASHINGTON – Il presidente Barack Obama ha convinto, nell’ultimo dibattito televisivo in vista delle presidenziali Usa, costringendo lo sfidante repubblicano Mitt Romney a stare sulla difensiva sui temi di politica estera. Ma non solo, Obama ha anche schernito come avventate e superate le posizioni dell’avversario, che ha finito per concordare con quelle del presidente. Romney ha quindi tenuto un profilo più basso che in precedenza e abbassato i toni, per tentare di non spaventare gli indecisi ad appena due settimane dell’Election day.
Nei sondaggi a caldo della Cnn l’attuale presidente è piaciuto al 48% degli intervistati contro il 40% di chi ha preferito il repubblicano. Stracciato, quest’ultimo, secondo la Cbs, che assegna a Obama il 53% delle preferenze contro il 23% dello sfidante.
I temi affrontati sono andati dall’Afghanistan alla Siria all’Iran, con un passaggio sul tema, delicato per Obama, dell’attacco al consolato Usa a Bengasi in Libia, dove è stato ucciso l’ambasciatore Chris Stevens. “So che ora non sei nella posizione di agire in politica estera, ma ogni volta che hai dato una opinione, era quella sbagliata”, Obama ha accusato direttamente Romney. Che ha ribattuto con moderazione, senza risposte dure. Obama ha anche preso in giro Romney, quando questi ha lamentato che la marina ha le dimensioni minori dal 1917. Con lo scopo di farlo sembrare ignorante e inadatto al ruolo di presidente, ha ironizzato: “Bene, governatore, abbiamo anche meno cavalli e baionette, perché la natura del nostro esercito è cambiata. Abbiamo queste cose chiamate portaerei, su cui i jet atterrano”.
I candidati hanno evitato gaffe e figuracce, ma non è stato così per il moderatore Bob Schieffer. “Sappiamo che il Pakistan ha arrestato il medico che ci ha aiutato a catturare Obama bin Laden”, ha affermato a un certo punto il giornalista di Cbs News, ‘fondendo’ il nome dell’ex numero uno di al-Qaeda, Osama bin Laden, con quello del presidente Usa, Barack Obama.
La crisi economica è stato il cavallo di battaglia di Romney che, però, è stato messo alle strette da Obama quando si è parlato di occupazione. Il repubblicano va giù duro: “Io voglio portare 12 milioni di posti di lavoro. Il presidente vuole farci fare la fine della Grecia, il suo cammino sono 20 milioni di posti in meno”. La replica arriva poco dopo, netta: “Ripropone politiche economiche anni Venti”. E spiega: “A differenza sua, io non voglio delocalizzare, voglio portare lavoro negli Usa”.
Con un occhio all’oriente, la Cina è tra i temi portanti del dibattito. “E’ sia un avversario sia un partner potenziale, se segue le regole della comunità internazionale” ha detto Obama. Stessa linea di pensiero per Romney: Pechino “deve capire che c’è l’intenzione di commerciare con loro. Vogliamo un mondo stabile, con la libertà di impresa, ma devono giocare secondo le regole”.

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