Il centro cerca il Big-Bang tra entusiasmi e gelosie

ROMA  – Non sarà ancora il Big Bang a cui forse i fondatori ambivano ma il Manifesto per la Terza Repubblica si avvia a celebrare la sua convention del 17 novembre con un carnet di adesioni che cresce di giorno in giorno. Tra una polemica e l’altra, e qualche gelosia, la creatura di Montezemolo, Riccardi e Bonanni,raccoglie consensi e cerca di aggregare. E l’appello, lanciato solo qualche giorno fa da un centinaio di promotori, ha già raccolto oltre 3.500 firme a sostegno di quella che, dice l’animatore dei giovani di Zero, Pier Camillo Falasca, ‘’deve essere un’iniziativa non ‘moderata’, come qualcuno prova ad etichettarla, ma radicalmente riformatrice’’.
Alla convention, che punta ad essere la rampa di lancio per la costituzione di una formazione che dovrà competere alle prossime elezioni, l’ospite più atteso sarà Corrado Passera. Lui non ha ancora confermato, ma la sua presenza è data come altamente probabile considerato l’interesse che l’iniziativa ha suscitato nel ministro-manager. Il quale, assicurano i suoi collaboratori, apprezza la filosofia che anima il manifesto e ne condivide i contenuti, visto che dell’Agenda Monti, punto di partenza dell’aggregazione, è uno dei principali protagonisti.
Non ci saranno, invece, politici in senso stretto, considerata anche la filosofia del movimento che punta a rinnovare in modo deciso l’attuale classe dirigente. Non dovrebbero esserci dunque né Casini né Fini, nonostante il lavoro avviato dai centristi per la costituzione di quella Lista per l’Italia che tanti punti di convergenza ha con l’iniziativa del Manifesto. Casini assicura di essere ‘’aperto alla collaborazione con tutti. Naturalmente sulla base del rispetto reciproco’’.
-Guardiamo con attenzione a Bonanni, Riccardi e Montezemolo. Per farlo occorre grande generosità: non ci devono essere primi della classe – avverte il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, scoperchiando uno dei nodi che attenta all’unita’. L’attivismo di Montezemolo, che pure ha chiarito di non volersi candidare e di voler fare largo ai giovani, ha forse creato qualche inimicizia, favorita anche dalle modalità di comunicazione dell’iniziativa, veicolata dall’associazione Italia Futura. A ciò si aggiungono alcune disparità di visione che stanno allontanando in questi giorni uno degli iniziali promotori del movimento, Oscar Giannino e la sua associazione Fermare il Declino: Giannino non condivide il Manifesto, giudicato troppo blando su alcuni punti programmatici come le liberalizzazioni o il ruolo che dovrebbe spettare alle organizzazioni sindacali.
Ma il punto piu’ controverso, affermano alcuni, ruoterebbe attorno alla ‘retorica’ sul governo dei tecnici: non tutti, insomma, sono così concordi nell’enfatizzare l’attuale esperienza di governo. Per sanare questa rottura sono al lavoro molti pontieri.
– Il programma è ancora da fare e mi auguro che loro vogliano partecipare alla scrittura – dice Ernesto Auci ricordando che il Manifesto ‘’non scende ancora nei particolari delle ricette economiche perche è un manifesto generale’’. Anche Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria come Montezemolo ma da questo via via allontanatasi, non ha firmato il manifesto perchè, dice, ‘’in un momento di gravità come questo dobbiamo parlare di contenuti concreti, non fare solo chiamate alle armi’’. L’imprenditrice, che è stata a fianco di Casini in occasione della festa annuale di Chianciano, non sembra interessata allo stato a ‘buttarsi’ in politica. Darà una mano alla costruzione di un progetto comune, ma solo se sara’ un progetto condiviso. Senza pesci pilota e gregari.

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