Il monito di Napolitano: “Nessun passo in falso a fine legislatura”

ROMA – Al capo dello Stato preoccupa fortemente il futuro del paese e la sua riconquistata autorità nel contesto delle nazioni europee. Quindi, mettere al riparo dalla campagna elettorale e da proposte populistiche quel tesoretto di riforme e credibilità internazionale che l’Italia, guidata da Mario Monti, ha messo da parte nell’ultimo anno si trasforma in priorità. E’ questa l’eredità che Giorgio Napolitano vuole lasciare per la prossima legislatura, chiunque arrivi. Ed è per questo che rivolge ai partiti ‘’una ultima e urgente raccomandazione’’:
‘’Si evitino passi falsi, si evitino passi indietro che rischierebbero di appannare – ammonisce – la ripresa di fiducia nell’Italia’’. E’ un invito a ‘fare’, come ha ripetuto e sottolineato nelle ultime settimane (‘’Abbiamo davanti settimane dense di impegni in Parlamento’’, ha ricordato). Ma è anche un invito a non vanificare quanto fatto finora. D’altronde, per il capo dello Stato ‘’gli effetti positivi della linea che è stata seguita nell’ultimo anno’’ da Monti ‘’stanno diventando visibili’’. E a tal proposito cita il ‘’rallentamento della contrazione della attività economica nella seconda metà del 2012’’; la ‘’maggiore crescita delle esportazioni nel 2013’’; e soprattutto la ‘’consistente riduzione del rapporto deficit/Pil’’ con un ‘’netto miglioramento dell’avanzo primario’’.

Il percorso del pensiero del presidente, intervenuto in occasione della consegna delle onorificenze dei Cavalieri del Lavoro al Quirinale, è netto. Apprezza quanto fatto dal governo Monti. E spazza via le ipotesi di una ‘difficoltà’ dei rapporti tra Napolitano ed il premier. Dal Quirinale, poi, si fa sapere che il presidente ha ritenuto ‘’ineccepibile’’ l’intervento del professore a ‘Che tempo che fa’, il programma di Fabio Fazio.
La massima Carica dello Stato si rivolge ‘’a forze politiche e a forze sociali’’. Invita tutti a ‘’non isolare la situazione italiana dal contesto europeo’’, e ricorda l’importanza di ‘’misure fortemente innovative’’ come ad esempio ‘’il Fiscal Compact’’. In particolare, raccomanda di ‘’evitare ovvietà e semplicismi’’.
– Sappiamo benissimo che la riduzione del deficit e del debito, attraverso misure di sensibile diminuzione della spesa pubblica, produce effetti recessivi – spiega -. Allo stesso tempo è evidente che si è ancora nella impossibilità di abbassare la pressione fiscale.
Ma, spiega, ‘’a queste scelte non si può sfuggire’’. Altrimenti, sostiene convinto, si rischia di spingere ‘’l’Italia sull’orlo di una crisi disastrosa del debito sovrano’’.
– Ovviamente – prosegue -, si può discutere, ed è bene che si discuta, su una possibile diversa distribuzione delle misure riduttive della spesa pubblica, su una maggiore selettività. Ma – è il monito di Napolitano – allora, bisogna anche farsi carico di concrete proposte alternative che garantiscano comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio.
E’, questa nell’opinione del presidente, la linea del rigore che il governo sta perseguendo. D’altronde, Napolitano chiama in causa proprio Monti e spiega che ‘’non si può restare prigionieri di conservatorismi e corporativismi, come proprio ha sottolineato il presidente del Consiglio’’.
– C’è preoccupazione per la caduta dei redditi e del potere d’acquisto – afferma -. La risposta – è destinata a passare per un rilancio degli investimenti pubblici.
E qui Napolitano si rivolge di nuovo al mondo politico:
– Ci si misuri, anche nel dibattito politico e ben presto nel confronto elettorale, non su generiche invocazioni al superamento della crisi ma su opzioni precise e praticabili, effettivamente sostenibili.
Un appello rivolto, evidentemente, anche a chi non è in Parlamento ma parteciperà alla campagna elettorale. Per il Capo dello Stato è anche l’occasione per intervenire sul termine del suo mandato.
– Ho cercato di dare tutto me stesso – sottolinea – In un sistema democratico un cardine di stabilità e normalità è che allo scadere del mandato tutti siamo sostituibili. E’ questa – conclude Napolitano – da parte mia una serena e sincera prova di fiducia nelle istituzioni e nel Paese.

A.T.