Crollo consumi e stipendi fermi, l’Italia prova a sopravvivere

ROMA – Sono disposti a vendere l’oro di famiglia per arrivare a fine mese, a lasciare la macchina per andare in bicicletta, a coltivare l’orto piuttosto che subire i rincari del supermercato. Gli italiani ce la stanno mettendo tutta, vogliono sopravvivere alla crisi. E cosi’ ‘’risparmiano, rinunciano, rinviano’’ facendo crollare la spesa. Ma sono ‘’rimasti soli’’, sempre più distanti dalla politica. In particolare il ceto medio non ce la fa più, con i redditi a livello del 1993, tanto che si parla di “smottamento” di quella che è la classe sociale più numerosa, la spina dorsale del Paese.
E’ un’Italia ‘’separata in casa’’ quella che emerge dal Rapporto sulla situazione sociale del paese presentato ieri dal Censis. Da una parte ci sono l’’’ordine’’ e il ‘’rigore’’ del governo, dall’altra le strategie messe in atto dalla società e dalle aziende: ‘’restanza’’ del passato (neologismo che sta per valorizzare ciò che resta funzionante dal tradizionale modello di sviluppo), ‘’personalizzazione’’ e ‘’riposizionamento’’.
– Sopravvivremo anche ai probabili e/o improbabili governi del prossimo futuro. Ma perché dobbiamo sopportare governi in cui tutti vogliono governare, ma nessuno è d’aiuto al nostro stress di sopravvivenza? Forse è ora di trovare un modo di governare che si connetta ai processi reali, in una nuova sperimentazione di unità di governo e popolo – ha commentato il presidente del Censis, Giuseppe De Rita.
L asituazione, comunque, è grave. Nei primi tre mesi del 2012 ‘’la flessione delle spese delle famiglie è stata del 2,8% e nel secondo trimestre è stata vicina al 4% in termini tendenziali’’. Quest’anno i consumi reali pro capite ‘’sono tornati ai livelli del 1997’’. In ‘’drastica riduzione’’ anche la propensione al risparmio’’, dal ‘’12% del 2008 all’attuale 8%’’. Scendono poi del 25% gli investimenti nelle costruzioni: nel 2012 le vendite delle case potrebbero attestarsi sotto i livelli del 1996. Quest’anno sono 907 mila le famiglie intenzionate a comprare casa (1,4 milioni nel 2001) ma solo il 53,5% realizza l’acquisto (65,2% nel 2011).
Per quanto riguarda la vita quotidiana, il 73% degli italiani va a caccia di offerte e alimenti poco costosi, il 62,8% limita gli spostamenti in auto o moto per risparmiare sulla benzina: tra gennaio e settembre le immatricolazioni sono diminuite del 25% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre in due anni si sono vendute invece 3,5 milioni di biciclette. Gli italiani rinunciano poi a viaggi (42%), articoli di abbigliamento o calzature (circa 40%), pranzi e cene fuori casa (38%). Per ‘’sopravvivere alla crisi’’ si vende anche l’oro: negli ultimi due anni 2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro e altri oggetti preziosi; 2,7 milioni di italiani coltivano invece ortaggi da consumare ogni giorno. I lettori di quotidiani passano dal 67% di 5 anni fa al 45,5% di oggi, mentre prende sempre più piede internet: il 62,1% degli italiani (90,8% dei giovani) è un utente del web.
Sul fronte disoccupazione, “tra il primo semestre 2011 e lo stesso periodo 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700 mila unità: +34% in un anno’’. Nel 2012 il numero degli occupati ‘’ha registrato una flessione dello 0,3%’’ e ‘’sono stati bruciati 240 mila posti di lavoro destinati ai giovani. In controtendenza invece l’occupazione femminile, con 110 mila nuovi posti tra il 2010 e il 2011 (+1,2%) e con un saldo di +118 mila unità nel primo semestre 2012.
Infine, per far fronte alla scarsità di cure domiciliari e integrazione socio-sanitaria, necessarie per sostenere l’aumento dei malati gravi e cronici, nel 2011 le famiglie hanno tirato fuori di tasca loro, per acquistare beni e servizi sanitari, 28 miliardi di euro, pari all’1,76% del Pil. In generale, il 71,2% degli italiani promuove però gli operatori sanitari, definendoli gentili e disponibili.