Juve, orgoglio e rimonta: Cagliari ko

PARMA – Ci voleva il Cagliari, la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, per rivitalizzare Alessandro Matri. E’ l’attaccante, ormai diventato di scorta, a cambiare Cagliari-Juventus, con la doppietta che nel finale ribalta l’1-0 dei sardi, prima del gol di Vucinic al 95’. I tre punti per Conte sono parecchio pesanti. Ma soprattutto dopo 45’ tra i peggiori della stagione, in parte cancellati da una ripresa da vera Juve. La prestazione non tocca mai vette straordinarie, ma il Cagliari viene sempre più schiacciato. E poi soccombe, anche per via dell’inferiorità numerica dal 20’ (rosso ineccepibile ad Astori).
Difficile, quando c’è in campo la Juve, che la squadra più molle sia quella bianconera. E’ Succeesso ieri sera al Tardini per 45’, come temeva Conte alla vigilia. Forse il pensiero delle vacanze. O la cornice spoglia del Tardini (soltanto tremila tifosi sugli spalti). I bianconeri sembrano Julia Roberts in un teatro di provincia. Dopo tante recite da Oscar arrivano 45’ da cinepanettone mal riuscito. Nessuno stecca in maniera clamorosa, a parte un Vidal più che mediocre, ma tutti sono al di sotto del proprio livello nel 3-5-2 di Conte, in cui Caceres inizia il tirocinio da vice-Chiellini e Quagliarella affianca Giovinco in avanti. Così il Cagliari ha buon gioco, con un 4-3-1-2 molto aggressivo, in cui Thiago Ribeiro dà più di un’occhiata a Pirlo. I sardi sono aiutati anche dal gol trovato al primo episodio utile: Sau viene toccato in area da Vidal e Damato, su assist del giudice di porta Orsato, concede il rigore. Furbizia notevole per un giocatore al primo anno di A: Sau invita all’entrata il cileno, che dopo questo fallo non potrà concorrere al Nobel per la fisica nucleare. Con lo stesso metro, tuttavia, bisognava fischiare anche la trattenuta di Astori, già ammonito, su Quagliarella al 39’. .
Potrebbe subito arrivare il pari della Juve, con Quagliarella che manca da due passi il cross di Asamoah. Ma il fatturato della Juve è modesto in tutto il primo tempo. Pirlo per una volta è più geometra che architetto, Giovinco e soprattuto Quagliarella vivono di pochi sprazzi.
Il Cagliari resta corto, aggressivo e anche falloso, com’è normale che sia. Si va al riposo sull’1-0.
L’abulìa bianconera finisce negli spogliatoi. La Juve torna in campo più decisa. Murru, dopo aver rischiato il secondo giallo, viene saggiamente sostituito. I bianconeri non sono brillanti, ma sono in partita. Vidal dà modesti segni di vita, Marchisio sale di due ottave, gli esterni vengono liberati al cross. Conte va con Matri per Quagliarella e Padoin per Caceres, senza sbavature dietro ma modesto quando deve impostare. Cosa che Conte chiede spesso ai due marcatori.
Il Cagliari riparte solo una volta, con l’ottimo Sau. Poi è costretto a difendersi, anche per un evidente calo fisico. L’1-1 diventa pare sempre più inevitabile. La prima occasione al 19’: palo di Bonucci dal corner di Pirlo, prodezza di Agazzi su Matri e topica clamorosa di Damato e del giudice di porta Orsato. La spinta dell’eccellente Nainggolan su Asamoah, pronto a ribadire in gol di testa da due passi, è clamorosa. Niente rigore. Inspiegabile.
Passa un minuto e Astori stavolta non la scampa: altro fallo da dietro su Giovinco, secondo giallo e rosso corretto. Il cagliari faticava in 11, in 10 non può che essere peggio. Ancora Giovinco, vivace ma a volte impreciso, sfrutta la gioventù di Del Fabro, appena entrato, e stavolta ottiene il rigore. Che ci sta, ma è 50 volte meno evidente di quello precedente su Asamoah. In ogni caso ci pensa Vidal, già da prima il peggiore in campo, a calciare in curva il penalty. Secondo rigore sbagliato dal cileno, terzo dalla Juve (su 6 totali).
Ma il pari è solo rinviato. Vucinic, entrato per Lichtsteiner, calcia da fuori area. Agazzi respinge, irrompe Matri che fa 1-1. La Juve vuole vincerla. Più coi nervi che con il gioco. Il Cagliari, in 9 e mezzo nel finale (Ekdal, crampi, sta in campo al 30% del suo potenziale) si arrende su un episodio nel recupero. Il rinvio di Nené sbatte su Vidal, col braccio che pare attaccato al corpo. matri viene liberato da due passi e non sbaglia. Bella riconoscenza. Ma la doppietta dell’ex vale un tesoro, prima del sigillo di Vucinic. Che mazzata per la concorrenza. Se la Juve vince anche queste partite, la salute del campionato si fa cagionevole. Drogba o non Drogba. Anche perché se Matri ritrova la porta…