Monti sfida Bersani. “Io sto con le riforme”

ROMA  – Chi immaginava Mario Monti nei panni del ‘burocrate di Palazzo’, incapace di sporcarsi le mani con la politica è sorpreso. Il ‘professore’ sarà pure ”salito in campo”, come ama dire nelle interviste, ma ha dimostrato anche di saper ‘scendere’ nell’agone politico: interviene in radio con decisione in una intervista dai toni elettorali, punge gli avversari e, dal centro, sfida sia sinistra che destra. A sorpresa manda una risposta piccata a Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd aveva chiesto al premier ”chiarezza”, di far capire ”da che parte” si trovi sull’asse destra-sinistra. E il premier replica con forza:

– Io sto dalle parte delle riforme.

Monti si lancia anche al contrattacco. Punta l’indice contro ”Vendola e Fassina”, il leader di Sel ed il responsabile economico del Pd spesso critici sulla politica del lavoro del governo. Secondo il ‘prof’, ”vogliono conservare, per nobili motivi ed in buona fede, un mondo del lavoro cristallizzato e iper-protetto rispetto ad altri Paesi”.

Seppur con toni pacati, il premier sorprende gli avversari. Così, affronta anche il capitolo Berlusconi. Il premier replica con ironia al Cavaliere che nei giorni scorsi ha proposto una ”commissione di inchiesta sul governo tecnico”.

– E’ un’idea stravagante, tardiva, ma ben venga – dice giocando pure sui termini ”leaderone e leaderino” adottati da Berlusconi per ‘stuzzicarlo’.

– Spero che gli elettori siano meno confusi di me – chiosa.

Il leader del Pdl, dal suo canto, rintuzza e parla di ”mancanza di credibilità” da parte di Monti perchè ”non ha mantenuto la promessa di non scendere in politica” dopo ”la promozione” a senatore a vita. Il premier, forte dei dati sullo spread (sceso sotto quota 287, la metà del valore al momento del suo insediamento a Palazzo Chigi nel 2011), dopo una breve disamina delle misure economiche che ha in programma, si lancia con disinvoltura nell’agone politico. Dimostra di non temere il confronto al punto da accettare, ”se le regole lo permetteranno e senza aspettare che lo impongano, un confronto radiofonico” con gli altri leader.

Con Bersani il dialogo appare ormai interrotto. Lo si capisce dalla parole che lo stesso Monti usa per rispondere alla richiesta di chiarezza del leader del Pd.

– Mi permetto di essere molto immodesto – dice – Credo di essere conosciuto in Europa per quello che ho fatto da commissario e in questi difficili 13 mesi da premier. Mi pare più importante che sapere in quale famiglia politica siederei.

Il segretario dei democratici non raccoglie. Rispondono Stefano Fassina e la capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. Il primo, tirato in ballo dallo stesso premier, prende di mira la ‘Lista Monti’.

– Per i livelli di reddito di coloro che ne entrano a far parte – dice – somiglia sempre più alla lista Rotary.

La Finocchiaro, invece, invita il professore ”a non farsi prendere la mano da demagogia e antipolitica”. Più dura la risposta del segretario di Sel, Nichi Vendola:

– Il premier immagina che difendere i lavoratori sia un atteggiamento conservatore.

Il ‘prof’ in radio svela alcuni particolari sulla formazione della sua lista. Lui stesso farà un primo controllo sulla opportunità di tutte le candidature, poi sarà ”Bondi a fare un secondo controllo”. Il tutto con buona pace dei centristi di Udc e Fli, anche se non è difficile immaginare una condivisione delle scelte.

Monti garantisce di non aver chiesto a tutti i ministri del suo governo di candidarsi, rivelando che ”ci saranno due donne provenienti dalla società civile” sui cui nomi però intende ”mantenere una certa suspense”. Poi, un nuova bordata al Pdl.

– Detesto quei partiti che usano i valori etici, spesso in verità disattesi nella realtà, come arma contro i rivali.

A chi si riferisce?

– Sto pensando ad alcuni esponenti del Pdl.

E’ solo l’inizio della campagna elettorale del professore. Lo spiega lo stesso Monti:

– Oggi ho picchiato duro? A me veramente sembra di essere stato morbido…