Cuba, sì al passaporto per Yoani

Pubblicato il 14 gennaio 2013 da redazione

L’AVANA  – ”Ancora non ci credo. Appena avrò il passaporto, forse nella prima settimana di febbraio, potrò viaggiare”. A Yoani Sanchez, la più famosa dissidente cubana, le autorità dell’Avana hanno promesso il prezioso documento, ora che i viaggi all’estero sono stati liberalizzati. E lei, su twitter, lo fa sapere immediatamente suscitando una marea di reazioni, tra cui quella negativa di un blogger vicino al regime, Yohandry Fontana.

”Ho avviato le pratiche per il nuovo passaporto. Dovro’ aspettare 15 giorni per averlo, ma mi hanno già detto di sì. E’ stata una battaglia contro i demoni. Sono stata respinta in venti occasioni”, sottolinea Yoani in uno dei suoi cinguettii, precisando di aver fatto la fila per il passaporto presso l’ufficio statale del ‘Municipio Plaza’ all’Avana. ”Qui al Municipio Plaza – aggiunge la dissidente- ci sono più di 70 persone che fanno la fila”.

Pronta la risposta di Fontana, che accusa la Sanchez di mentire spudoratamente.

”Yoani non la smette di dire bugie, guardate le 70 persone del Plaza”, scrive riferendosi ad una foto della piazza, a dir vero quasi vuota. ”Lei – prosegue contrattaccando Fontana – ha criticato le misure di Castro sulla riforma migratoria. Ora ne approfitta e si prepara a viaggiare”.

Il batti e ribatti Yaoni-Yohandry ha a sua volta innescato una lunga scia di tweet tra chi appoggia la Sanchez e la libertà di viaggiare e chi, invece, la attacca ponendosi dalla parte del regime dell’Avana. La Sanchez viene per esempio difesa da tal Vicente.

”Forza Yoani, sono contento per te”. Quella di un altro suo sostenitore, un certo Alfredo, sembra quasi una letterina (”Cara Yoani, come sei riuscita a sopravvivere in tutti questi anni..?”). Un terzo cinguettatore, Pascual, è quasi mistico (”Abbi fede Yoani, solo Dio è padrone dei temi. Il tuo sequestro deve finire’). Con amarezza, infine, Ody ricorda che ”la dittatura castrista la lascia viaggiare per far pensare che ci sono cambiamenti di sostanza. Non è così”.

Molto duri, e numerosi, anche i tweet di chi sta contro Yoani. In tanti si domandano come farà a vivere ”ora che se ne andrà da Cuba”, difendendo posizioni analoghe a quelle del governo cubano, secondo cui la famosa dissidente è finanziata da Washington.

”Accetto scommesse se rientrerà nel nostro paese, afferma a sua volta ‘Canalla’. Ancora più dura ‘MariadelasAngeles’: ‘Mi domando se porterà i suoi conti bancari fuori da Cuba’. ‘Se ne va all’estero con i soldi dei premi’, taglia corto invece ‘Denercy’, ricordando i numerosi riconoscimenti ottenuti dalla famosa blogger.

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