Italia: dopo il blitz in Algeria s’innalza il livello di attenzione

ROMA  – La drammatica evoluzione della situazione in Algeria ed in Mali fa alzare il livello di attenzione anche in Italia. Non ci sono warning da parte dell’intelligence su minacce specifiche, né circolari di pubblica sicurezza, per ora. Ma dai servizi segreti è arrivato un invito ad innalzare l’attività informativa, attivando tutte le fonti sul territorio con l’obiettivo di acquisire notizie per capire quali riflessi può avere per la sicurezza del Paese quanto sta accadendo in Africa.

Il primo segnale – pesante – d’allarme dal Continente Nero si è avuto sabato scorso da Bengasi, in Libia, quando l’auto sulla quale viaggiava il console italiano Guido De Sanctis è stata centrata da alcuni proiettili. Non ci sono stati danni grazie ai vetri blindati, ma da Roma è arrivato l’ordine di rientrare in Patria al personale diplomatico della seconda città libica.

Dalla Libia al Mali e, infine, all’Algeria, il ‘contagio’ della crisi per i precari Stati africani viaggia veloce e l’intelligence ha alzato le antenne. Particolare attenzione, naturalmente, È stata data agli interessi italiani nei Paesi coinvolti: rappresentanze diplomatiche, aziende, lavoratori. In Algeria c’È una forte presenza dell’Eni. Tra le minacce principali, il sequestro di persona. Ma anche sul territorio nazionale È stata potenziata la raccolta di informazioni sui circoli di immigrati islamici presenti. Così come si è attivato un potenziamento del monitoraggio su internet per cogliere eventuali progettualità ostili.

In Algeria da tempo si segnala l’attivismo di Al Qaida nel Maghreb Islamico, organizzazione terroristica in continua espansione. La formazione estremista ha approfittato della crisi libica per ripianare i propri organici ed acquisire nuove armi. Per l’Italia, finora, non è stata accertata la presenza di cellule di questo gruppo terroristico – che si caratterizza per un’effervescente propaganda sulla base di appelli ad abbattere i regimi ‘corrotti’ e ‘apostati’ – anche se in passato sono stati segnalati passaggi di affiliati, appoggi logistici e fornitura di documenti falsi.

Le continue tensioni in Africa hanno ripercussioni sull’Italia anche in termini di spinta migratoria. Il flusso verso le coste siciliane non si è mai fermato ed a gestire questo redditizio traffico di uomini sono spesso le stesse formazioni terroristiche che così si finanziano. Riflessi ci possono poi essere sull’approvvigionamento energetico, in un periodo di accresciuta competizione globale.

 

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