Bersani e Vendola fanno asse con la Cgil

ROMA  – Il giorno dopo la nuova critica del premier Mario Monti al sindacato, accusato di bloccare le riforme, Pierluigi Bersani e Nichi Vendola fanno scudo sulla Cgil. E’ un errore, scandisce il leader del Pd dal palco della conferenza di programma del sindacato di Susanna Camusso, considerare le forze sociali come ”un impaccio”, quando”il confronto va spinto fino in fondo perchè serve a evitare errori”. E ancora, sbaglia chi ”pensa che coesione e cambiamento siano un ossimoro”, bisogna, invece, farne ”una sintesi”.

A difesa della Cgil si schiera anche Nichi Vendola che parla di ”inquietante assalto al sindacato” da parte, tra l’altro, di un Monti che bolla come un ”Grillo con il loden”. Dopo aver rivendicato ieri l’alleanza con Sel, che non sarà in alcun modo buttata a mare dopo le elezioni, il leader del Pd rinsalda, dunque, anche l’asse con la Cgil. E, di fatto, mette in stand by il dialogo con il Prof che ieri è stato protagonista dell’affondo forse più duro di tutta la campagna elettorale contro i democrats ai quali imputa delle responsabilità nella vicenda Mps. Critiche, anche se non esplicite, arrivano a Monti anche dalla Camusso.

– Non è riconoscimento e rispetto – attacca la leader della Cgil – quel tramestio che caratterizza la campagna elettorale, che non distingue i ruoli, che confonde le responsabilità, che crea nemici per non provare a misurarsi sui contenuti, che scarica responsabilità per non ammettere che ha trascurato il Paese.

A testimonianza dell’asse con il centrosinistra a intervenire dal palco da esponenti politici sono solo Bersani, Vendola, Bruno Tabacci e Giuliano Amato. In platea non ci sono esponenti di altre forze politiche ne’ ‘big’ degli altri sindacati. Il segretario dei democrats , tra l’altro, sceglie la platea della Cgil per lanciare un nuovo punto programmatico: la revisione del patto di stabilità interno per liberare risorse da destinare a un grande piano di piccole opere.

– Una delle primissime cose da fare – sottolinea – è assieme ai Comuni la rivisitazione del patto di stabilità interno per un grande piano di piccole opere sul tema delle scuole da sistemare, dell’ambiente, della mobilità urbana.

Tutto questo in chiave, anche di occupazione che, ribadisce, deve essere una priorità. Va rimessa in moto l’economia, è il ‘leit motiv’ che anche questa volta Bersani ripete. Ed è di questo, manda ancora una volta a dire a Monti, che si deve parlare in campagna elettorale.

– Sono veramente sorpreso – è la stoccata – che in questa campagna elettorale ci sia raramente un resoconto della situazione in cui siamo. Mi stupisco a sentir dire che ‘i problemi sono risolti’. Soprattutto da chi sa quali sono perchè ha avuto la sua avventura al governo a partire da questi problemi. Anche in campagna elettorale ci vogliono parole di verità.