Stupore e incredulità, la politica rispetta la scelta del Papa

Pubblicato il 11 febbraio 2013 da redazione

ROMA  – Stupore. Dolore. Ma soprattutto rispetto per un gesto difficile in cui molti leggono una grande responsabilità: sono questi i sentimenti alla base delle reazione dei politici italiani all’annuncio delle dimissioni da Pontefice della Chiesa cattolica di Benedetto XVI. Dimissioni storiche che irrompono in una campagna elettorale i cui toni si accendono giorno dopo giorno di più, e a questo punto necessariamente destinata a lasciare almeno per un po’ gli onori delle prime pagine ad una notizia praticamente senza precedenti.

– Un gesto straordinariamente coraggioso che ha il mio pieno rispetto – commenta ‘a caldo’ il presidente Giorgio Napolitano che solo pochi giorni fa aveva avuto un ”intenso” colloquio con papa Ratzinger in Vaticano.

“Molto scosso da questa notizia inattesa” si dice il presidente del Consiglio Mario Monti visibilmente colpito da una notizia che irrompe tra interviste e manifestazioni elettorali.

– Ho profondo rispetto per la decisione di Benedetto XVI, così grande e inattesa. Sono certo – spiega il premier – che essa è stata ispirata dalla volontà di servire la Chiesa fino in fondo e di far sì che anche per il futuro essa possa avere una guida salda.

Il leader del Pd Pier Luigi Bersani legge nello storico annuncio ”un gesto di impostazione, di novità per il futuro per la Chiesa”. Ma non solo. Per il leader del Pd questa scelta andrebbe declinato anche in politica:

– Non c’é nulla a vita. La politica per imparare da questo dovrebbe trovare il coraggio del cambiamento e sapere che quel che è stato fino a ieri non è detto che debba essere così anche domani.

“Ammirato di fronte ad un gesto di grande responsabilità, che risponde a una finalità nobile e alta” si dice Silvio Berlusconi che apprezza la ”coerenza” di Papa Ratzinger quando ”non sente più adeguate le proprie forze fisiche e si dimette per garantire alla Chiesa Universale un governo saldo e forte come il momento esige”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini parla di ”una decisione di portata storica che in tutto il mondo scuote le coscienze dei credenti e riempie di rispettosi interrogativi ogni essere umano”. ”Profondamente addolorato” è il presidente del Senato Renato Schifani, secondo cui quello di Ratzinger ”è un gesto di grande responsabilità che va rispettato verso cui ci si deve inchinare”.

“Sconvolto” si dice Pier Ferdinando Casini.

– E’ – sostiene il leader dell’Udc – un gesto rivoluzionario, che non ha precedenti o consuetudini a cui rifarsi. C’è l’idea di un gesto che ha una potenza evocativa straordinaria. Con questo gesto ha dimostrato di essere un autentico rivoluzionario.

Da Rosy Bindi arriva invece l’invito:

– In questo momento un credente cattolico si raccoglie in preghiera.

Il leader di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia parla di ”atto di responsabilità che va rispettato”, e Oscar Giannino di Fare per fermare il declino esprime ”il più profondo rispetto per la decisione assunta da Benedetto XVI”. Quanto a Nichi Vendola, la scelta del Papa ”è uno di quei segni dei tempi di un’epoca in cui le piccole storie si fanno grande storia”.

– Una scelta molto contemporanea – nota il leader di Sel – che proietta la Chiesa cattolica in un confronto inedito con i ritmi della modernità.

Non si sorprende, invece, della decisione di Ratzinger Marcello Pera, che con Joseph Ratzinger ha scritto un libro a quattro mani nel 2008.

– Ha voluto evitarci lo spettacolo impietoso e disumano a cui abbiamo assistito con Giovanni Paolo II – sostiene l’ex presidente del Senato che ora si ”affida allo Spirito Santo” per l’imminente Conclave che sarà chiamato ad eleggere il nuovo Papa.

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