Gli Usa a Napolitano: “Non fermate la corsa alle riforme”

WASHINGTON  – No, gli Stati Uniti ”non sono preoccupati” per le prossime elezioni italiane in sè: ma non nascondono di temere un rallentamento della corsa lanciata da Mario Monti per un maggiore rigore dei conti in funzione di una serie di riforme che portino alla crescita, vero obiettivo della seconda amministrazione Obama.

– L’Italia ha fatto grandi progressi con il premier Monti, avviando riforme ambiziose per rafforzare l’economia e la crisi dell’euro: sarà importante per il prossimo governo mantenere lo stesso slancio – ha detto in serata con chiarezza uno dei portavoce della Casa Bianca, Caitlin Hayden.

Alla vigilia dell’incontro di Washington tra il presidente americano Barack Obama e Giorgio Napolitano, giunge forte e chiaro negli ‘States’ anche il rumore provocato dal susseguirsi di notizie di inchieste sulle principali aziende pubbliche italiane, a partire da Finmeccanica ed Eni. L’allarme, spiega una fonte americana all’Ansa, viene dal ripetersi di episodi di corruzione e tangenti.

Fenomeni che, in un’ottica del tutto pragmatica, rischiano di continuare a rallentare la spinta positiva dell’Italia, frenando crescita e riforme. Per questo la missione del presidente Giorgio Napolitano a Washington, a dieci giorni dalle elezioni politiche, sta di ora in ora assumendo contorni diversi, ben lontani da quelli di una mera visita di cortesia a conclusione del settennato. Il presidente si trova ancora una volta nella condizione di dover rassicurare e trasmettere serenità all’amministrazione Obama.

Il politico italiano più ”rispettato” in America, come ha assicurato la leader democratica Nancy Pelosi, è negli Stati Uniti per una serie di incontri ai massimi livelli – ieri ha visto anche il vicepresidente Biden – attraverso i quali confermerà la volontà dell’Italia di non fermarsi nel duro percorso anti-crisi intrapreso mantenendo il rigore di bilancio. E garantirà dell’ancoraggio europeo dell’Italia, a prescindere da chi vincerà le elezioni.

Se l’ambasciatore americano in Italia, David Thorne, ha gettato diplomaticamente acqua sul fuoco garantendo che nell’amministrazione Obama non c’è alcuna ”preoccupazione” sul voto italiano, sottotraccia rimane la tradizionale perplessità sull’Italia, incapace – come scrivono i giornali americani – di uscire dal proprio stereotipo negativo. Ma ciò non toglie che la tempistica di questa ultima visita a Washington da presidente non sta aiutando Napolitano. Se da un lato resta forte l’incognita’ della governabilità dopo il voto del 24 e 25 febbraio, dall’altra una scoppiettante serie di arresti ed avvisi di garanzia sta riportando in auge la parola ‘tangentopoli’.

La tripletta Monte dei Paschi di Siena, Eni e Finmeccanica non è certo passata inosservata agli occhi degli analisti americani. Soprattutto – osserva una fonte americana – ha colpito l’arresto dell’Ad del colosso Italiano, Giuseppe Orsi, in un momento in cui Finmeccanica mostrava un forte interesse, oltre che nel settore della Difesa, anche in quello delle infrastrutture americane che Barack Obama vorrebbe rilanciare con forza nei prossimi mesi. Cio’ detto, Caitlin Hayden, sottolinea come “Obama e Napolitano siano uniti dagli stessi sforzi a favore della stabilità e della crescita” e che l’incontro di oggi allo studio ovale “sarà per Obama l’opportunità per ringraziare Napolitano per la sua carriera lunga e piena di successi”.

Ieri intanto Napolitano ha visto la Pelosi e Biden: ”incontri caratterizzati dal calore personale e dall’interesse reciproco”, sottolineano fonti del Quirinale. Più in particolare, il vice presidente Usa ha ribadito che senza la partnership con l’Europa gli Usa non potrebbero far fronte ai loro impegni nel mondo. E ha sottolineato, aggiungono le fonti, ”il ruolo che l’Italia ha svolto e può svolgere in coerenza con questa prospettiva, che non può essere sottovalutato”. Ruolo all’interno dell’Unione europea e a favore di una crescita che tanto sta a cuore all’amministrazione Obama.

Infine, ”particolare riconoscimento” è stato espresso all’Italia nelle missioni internazionali di pace, e al suo contributo – come in Afghanistan – nel rapporto con le popolazioni locali. In particolare, nei colloqui odierni si è approfondito il carattere inclusivo che avrà la riunione del prossimo 27 febbraio a Roma del gruppo ad alto livello sulla Siria.