CGIE, è morto il consigliere Claudio Lizzola

TORONTO – È morto a Toronto il consigliere del Cgie Claudio Lizzola. A dare la triste notizia è Gino Bucchino, che da Toronto esprime tutto il suo cordoglio per la scomparsa del consigliere.

In Consiglio generale in rappresentanza di Forza Italia da tre consiliature, Lizzola sedeva nella Commissione Informazione. Da anni in Canada, era presidente della Maxigames Corp., società per azioni fondata a Toronto nel 1985 con l’intento di offrire alla clientela internazionale un punto di riferimento preciso per la soluzione di qualsiasi tipo di problematica aziendale.

“Ricordo un gelato in Piazza di Spagna in una caldissima serata romana, – scrive Bucchino – ricordo le lunghe chiacchierate, spesso infuocate, nei nostri viaggi a Ottawa e a Roma, ricordo i bellissimi quadri nel suo appartamento, ricordo le tante, tantissime cene “carbonare” con le nostre mogli a parlare di viaggi, dei nostri nipotini e, ovviamente di politica. Cene “carbonare” perché militavamo nei due opposti poli della politica. Claudio, la voce, il rappresentante e il fondatore di Forza Italia in Canada, io arrivato al Partito Democratico a conclusione del percorso iniziato nella sinistra storica italiana. Io che avversavo le sue idee e lo prendevo in giro e gli rimproveravo la sua amicizia (vera, che risaliva all’infanzia) con Silvio Berlusconi ma che fui uno dei primi a chiamarlo per congratularmi e augurargli buon lavoro quando Forza Italia vinse le elezioni nel 2001. Claudio che non smetteva mai sorridendo di chiamarmi “comunista” ma che si complimentò per la mia vittoria alle elezioni al Parlamento e che manifestava sincera emozione alle mie parole che la sinistra, quella nella quale io credevo “aveva messo le ali ai miei sogni””.

“Avversari nelle idee ma uniti nei comportamenti, – continua Bucchino – sempre accanto nelle mille battaglie dei Comites e del CGIE, disponibili ad ascoltare le ragioni degli altri, senza l’arroganza della difesa ideologica a tutti i costi, nella rappresentanza sentita fortemente vera degli interessi dei nostri connazionali all’estero, per ridare dignità alle loro richieste che certamente non avevano e non avranno mai un particolare colore politico”.

“Claudio se ne è andato, circondato dall’affetto dei suoi cari. Io – conclude – sono contento di averlo incontrato e di aver percorso assieme un tratto dello stesso cammino. Ciao Claudio”