Il caos politico in Italia spaventa Europa e Stati Uniti

NEW YORK  – ”Il risultato peggiore che ci si potesse aspettare”: il Wall Street Journal sintetizza bene lo stato d’animo che accomuna tutte le principali capitali mondiali di fronte alle notizie che arrivano da Roma. Con il ”best case scenario”, il miglior scenario possibile, che per la maggioranza degli osservatori stranieri é ora quello di un ”governo traballante”.

L’esito del voto spaventa entrambe le sponde dell’Atlantico, perchè è facile prevedere che un prolungato stallo politico nella terza economia dell’area Euro ”può far riesplodere la crisi del debito in un’Eurozona già alle prese con la recessione”, sottolineano molti analisti finanziari. Col rischio contagio da una sponda all’altra dell’Atlantico.

– Ci aspettiamo sia formata una nuova coalizione con cui lavorare in maniera stabile – è l’auspicio (ma suona come un monito) che arriva dall’amministrazione Obama. ”Gli italiani si sono pronunciati, ora tocca ai partiti formare il governo”, affermala Casa Bianca.Anche se a Washington, come a Bruxelles, nessuno sa come l’Italia uscirà dal caos regalatole dalle urne.

La Commissione Ueconfida nelle capacità del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha ricevuto la telefonata del presidente dell’esecutivo europeo, Josè Manuel Barroso: solo lui può sbrogliare una situazione così intricata.

Ma anche per lui non sarà facile. Intanto Bruxelles punta il dito sull’ondata di populismo che ha contribuito all’incerto risultato elettorale, ammonendo chiunque prenderà le redini del Paese a rispettare gli impegni assunti in Europa e ad andare avanti sulla strada delle riforme. Nelle capitali mondiali, che tanto affidamento avevano riposto in Mario Monti, si cerca innanzitutto di capire chi è l’interlocutore giusto. Il segretario di Stato americano John Kerry sarà a Roma – per partecipare a un meeting sulla Siria – e certamente ne approfitterà per chiarirsi le idee sulla futura leadership dell’alleato, per poterle poi a sua volta chiarire al presidente Barack Obama.

Mentre Barroso vedrà Monti a Bruxelles. Il pressing su Roma è teso ad evitare una prolungata instabilità. A trovare una soluzione che convinca i mercati che la tenuta dell’Italia non è a rischio. Quei mercati che – ha sottolineato il presidente della Fed, Ben Bernanke – stanno dando una chiara risposta al clima di incertezza creatosi. Anche se – ha sottolineato il banchiere centrale – il sistema finanziario Usa ”ha un’esposizione modesta” verso l’Italia.

Fiduciosa, almeno in pubblico, sul futuro si e’ infine detta Angela Merkel, secondo cui ”il voto italiano non è contro l’austerity di Monti”.

– L’Italia troverà la sua strada – ha detto la cancelliera tedesca. E’ quello che si augurano tutti per fugare lo spettro di una nuova tempesta finanziaria.

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