Omaggio di Obama a Rosa Parks

NEW YORK  – ”Rosa Parks ci insegna che le cose possono accadere o non accadere, e se si vuole cambiare il mondo è necessario sfidare l’ingiustizia con coraggio”: per il presidente americano, Barack Obama, la battaglia della pioniera per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti è un esempio da tenere bene a mente. Anche oggi, a oltre mezzo secolo di distanza da quando una signora nera di 42 anni si sedette con aria di sfida su un bus a Montgomery, in Alabama, e venne arrestata per essersi rifiutata di alzarsi e cedere il posto a un passeggero bianco. Da quel coraggioso gesto nacque la rivolta.

Durante la cerimonia di inaugurazione della statua a lei dedicata a Capitol Hill, sede del Congresso Usa, Obama ha ricordato come l’attivista ”con quel gesto semplice ha contribuito a cambiare l’America e il mondo”. Parks è il simbolo di una lotta lunga e sofferta per i diritti civili dei cittadini di colore. Quei diritti che si ripropongono oggi in chiave più ‘moderna’, su temi di cui il presidente si sta facendo promotore, dal diritto alle nozze gay, ad una riforma più giusta per gli immigrati.

Obama, soprattutto nel corso del suo secondo mandato, vuole infatti rilanciare con forza la lotta per i diritti civili, e per questo considera l’esempio di Rosa Parks più che mai valido.

– Troppo spesso viviamo la nostra vita nella nebbia, accettando l’ingiustizia. E razionalizzare l’ingiustizia – ha spiegato il presidente – è inaccettabile. Lei ci ha insegnato che c’è sempre qualcosa che possiamo fare. Tutti noi abbiamo delle responsabilità.

E mentre Obama parlava in Campidoglio, i giudici conservatori della Corte Suprema, che detengono una risicata maggioranza all’interno del massimo organo giudiziario statunitense, esprimevano non pochi dubbi sul fatto che il ‘Voting Rights Act’ del 1965, fiore all’occhiello del movimento per i diritti civili, dopo mezzo secolo sia ancora costituzionalmente valido. Un’affermazione che ha scatenato le proteste di centinaia di attivisti, riunitisi a manifestare fuori dalla Corte, tenendo alti cartelli con scritto ‘Proteggete il mio voto’.

Rosa Parks, morta nel 2005 all’età di 92 anni, il primo dicembre del 1955, con il suo gesto diede il via a Montgomery alla protesta contro il segregazionismo sugli autobus. Ne seguì un boicottaggio dei trasporti pubblici da parte della comunità nera che si concluse con la loro vittoria, segnando l’inizio della lunga lotta per il riconoscimento dei diritti degli afroamericani.