RAZZISMO. Stangata Uefa per la Lazio due turni a porte chiuse

ROMA – Dopo il quarto deferimento per la Lazio arriva la ‘stangata’ Uefa: due turni a porte chiuse nelle competizioni europee. Una decisione che era ‘nell’aria’ e che è stata ufficializzata ieri dalla Disciplinare dell’Uefa a Nyon.

La Lazio ha già annunciato il ricorso ma allo stato il match di ritorno degli ottavi di finale di Europa League in programma il 14 marzo all’Olimpico si giocherà con gli spalti deserti.

Dopo il quarto ‘giallo’ in questa stagione – e sempre per lo stesso motivo, il razzismo dei propri tifosi – per la società biancoceleste è scattato dunque il cartellino rosso. Complice la partita di ritorno contro il Borussia Moenchengladbach il 21 febbraio scorso nel corso della quale gli ispettori Uefa hanno rilevato comportamenti ritenuti offensivi e razzisti, tra l’altro anche il saluto fascista da parte di un gruppo di supporter. Considerato che sulla Lazio pendeva il turno a porte chiuse “con la condizionale” deciso per i disordini causati dai tifosi e l’assalto ai sostenitori del Tottenham il 21 novembre 2012, la sera prima del match dell’Olimpico, la decisione di ieri è venuta di fatto da sé.

Inutile anche la memoria difensiva del club capitolino che non ha convinto i giudici di Nyon: morale della favola, il 14 marzo Lazio-Stoccarda si giocherà senza tifosi.

Immediata la reazione del presidente biancoceleste, Claudio Lotito, che definisce la decisione ‘abnorme’: “La Lazio ha fatto tutto quello che poteva e doveva per impedire che ciò avvenisse – spiega – Subire una squalifica e giocare a porte chiuse, che provocherà un grave danno economico alla società e che impedirà ai tifosi di partecipare a un evento come questo, mi sembra assurdo. Non possiamo come club essere penalizzati per l’errore di pochi”.

Il n.1 biancoceleste, in attesa di conoscere motivazioni e dispositivo della decisione disciplinare – che l’Uefa non ha ancora ufficializzato, si parla anche di una multa di 40mila euro – ha annunciato che la società farà ricorso: “Lo faremo, ma il problema non è la severità dell’Uefa, ma la capacità di attuare le pene per danni effettivamente recati. Ripeto e ribadisco – ha concluso Lotito – tutti sanno quanto il sottoscritto ha fatto per prevenire e scongiurare fatti di questo tipo ottenendo risultati che nessuno a livello nazionale ha ottenuto. Bisogna fare una distinzione tra il tifoso delinquente, che agisce di propria spontanea volontà, e una tifoseria che si esprime civilmente. Non è possibile che un club paghi per errori di singoli”.

Non sarà la prima volta che la Lazio giocherà partite europee a porte chiuse. Era già accaduto nel luglio del 2005 contro i finlandesi del Tampere in un match di Intertoto. Anche allora, come oggi, colpa di ‘buu’ razzisti nei confronti di alcuni giocatori di colore del Partizan Belgrado che la Lazio aveva affrontato in Coppa Uefa.

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