La svolta

Il desiderio di un colpo di timone; la voglia di nuovo. Insomma, la volontà di cambiare. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, l’avrebbe definita come la necessità, sentita ormai come una grande urgenza, di rottamare. Ecco, è in questa chiave che, a nostro avviso, vanno letti i risultati in Venezuela delle consultazioni politiche italiane.

Dalle urne è emersa una indicazione chiara: la nostra collettività è stanca dei soliti candidati, dei venditori di illusioni; l’elettorato italo-venezuelano non è più disposto a lasciarsi trascinare dal “canto delle sirene”. C’è oggi, sia tra i pionieri sia tra le seconde e terze generazioni che già scrivono la propria storia, il desiderio di volti nuovi; la volontà di incoraggiare e sostenere quei giovani capaci di interpretare le nuove realtà, le nostre esigenze e di tradurle in proposte concrete. Certo, ci sono ancora delle resistenze. Ed è normale. Ma i risultati delle ultime consultazioni politiche dimostrano come, accanto al persistere di certi atteggiamenti che tanto danno hanno arrecato alla nostra Collettività, abbia preso forza la convinzione, la certezza della necessità di una trasformazione.

Già da mesi, molto prima ancora che il premier Monti annunciasse le “dimissioni irrevocabili”, gli eterni candidati erano scesi in campo percorrendo in lungo e in largo il Venezuela e visitando le nostre comunità in ogni angolo del Paese.

Incontri, cene e comizi. Poster, foglietti e lettere. Anche telefonate, sms e messaggi affidati al web. Insomma, non è stato trascurato proprio nulla, pur di far giungere all’elettore le solite promesse; le stesse fatte in varie altre occasioni.  Pareva tutto facile. C’era chi si vantava di non avere, in questa occasione, rivali. Nell’entourage dei soliti candidati c’era la certezza del trionfo. E non se ne faceva mistero. Non è mancato neanche chi stappasse la bottiglia di champagne prematuramente. Eppure…

A scompigliare le carte in tavola è arrivata la candidatura della giovanissima Antonella Pinto. Presentata dal Partito Democratico, col suo sorriso, con il suo entusiasmo e con le sue proposte è riuscita a ridare un senso al voto degli italiani del Venezuela. Importanti sono stati sia l’intensa campagna pubblicitaria del Consolato Generale di Caracas sia i ripetuti appelli del nostro Giornale alla Collettività, per spronarla a votare, ma senza dubbio la presenza di una candidata giovane, pulita, al di sopra di ogni sospetto, ha  destato interesse e passione nelle vecchie e nuove generazioni; quell’interesse e quella passione che sembravano ormai assopiti.

I risultati, oggi, parlano chiaro, in pochissime settimane Antonella Pinto è riuscita a fare in campagna elettorale un piccolo miracolo. I voti ottenuti dalla candidata del Pd in Venezuela dimostrano che la presenza di una forte corrente progressista e riformatrice in seno alla nostra Collettività è una realtà oggi così come lo era nelle elezioni del 2008; elezioni su cui indaga la Magistratura che attende l’estradizione di Aldo Miccicchè, ancora in Venezuela agli arresti domiciliari. Neanche le presunte irregolarità che sarebbero state osservate a Castelnuovo di Porto durante gli scrutini dei voti del Venezuela – irregolarità denunciate e messe a verbale e sulle quali la magistratura è ora chiamata ad indagare -, sono riuscite ad appannare la forza dei risultati.

Le preferenze ottenute da Antonella Pinto dimostrano, in maniera lampante, che ormai la nostra Collettività vuole un colpo di timone; che si faccia spazio ai rappresentanti delle seconde e terze generazioni. Gli italiani del Venezuela, con il loro voto, hanno segnato una svolta importante. In maniera lapalissiana, hanno rottamato.

Mauro Bafile