Governo, Napolitano incontrerà i leader di Pd, M5S e Pdl

ROMA  – Giorgio Napolitano, rientrato dalla lunga visita ufficiale in Germania, attende di poter avviare le consultazioni ufficiali nel tentativo di dipanare la complessa matassa emersa dopo il voto e di dare al Paese un governo. Una impresa difficile dal momento che nessuna delle tre forze principali ha ottenuto un mandato pieno da parte degli italiani.

Quello che si temeva prima delle elezioni, e cioè la costituzione di una Senato senza maggioranza, si è materializzato la notte del 24 febbraio. E il capo dello Stato è subito corso ai ripari mettendo ancora una volta i suoi paletti:

– Fare presto e fare bene ed evitare premature, categoriche determinazioni di parte.

Quello che teme il Colle sono quelle chiusure e rigidità che danneggiano l’immagine del Paese. Da qui la determinazione a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione per poi ”decidere”. In questo quadro si inseriscono i contatti, assolutamente informali, che il Quirinale ha avviato per fare il punto della situazione con i rappresentanti dei partiti e, oggi, anche con Mario Monti, garante dell’ortodossia europea dell’Italia. Il presidente del Consiglio rappresenterà ancora il Paese al Consiglio europeo di meta’ marzo.

Anche di questa prossima scadenza il capo dello Stato deve aver parlato con il professore, con l’obiettivo di rassicurare i partner europei che, qualsiasi cosa accadrà a Roma, non ci saranno mai vuoti di potere. La linea perseguita da più di un anno a questa parte sarà mantenuta proprio con chi l’ha costruita, finchè nuovi scenari non si concretizzeranno. Tant’è che il premier uscente incontrerà (separatamente) i leader di Pd, M5S e Pdl per fare il punto in vista del summit di Bruxelles. Un modo per ribadire, in Italia, ma soprattutto all’estero, che ‘SuperMario’ è ancora il ‘king maker’ del rispetto degli impegni presi da Roma a livello europeo.

Molte voci si sono accavallate in giornata anche su un colloquio tra il presidente della Repubblica e Romano Prodi. Incontro smentito da fonti del Colle che però hanno ammesso che un abboccamento con l’ex premier era stato preso in considerazione, prima delle elezioni, per parlare di Mali, anche se non concretizzatosi fino ad ora. Napolitano chiede a tutte le forze politiche ”più misura e responsabilità”, ma intende anche coniugare rigore e velocità. E in questa cornice si incastona il possibile anticipo della convocazione delle nuove camere (il 12 marzo invece del 15), un anticipo che farebbe guadagnare quasi una settimana alle consultazioni ufficiali, anticipando quindi una serie di determinazioni, sia per quanto riguarda i possibili nuovi governi, la loro matrice (tecnica o politica) e i loro scopi; sia per altre decisioni, come quella di lasciare la palla al nuovo presidente della Repubblica, che entrera’ in carica dal 16 maggio. Anche se il Parlamento si riunirà per votarlo già dal 15 aprile.

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