E si spera che l’incubo finisca

ROMA – Un comunicato di Palazzo Chigi ha reso noto che è stata data autorizzazione al Capo del dipartimento della Protezione civile a sottoscrivere un addendum all’Accordo bilaterale tra il Governo della Repubblica bolivariana del Venezuela e il Governo della Repubblica italiana per la ricerca, localizzazione ed identificazione, nelle acque dell’arcipelago di Los Roques, del velivolo marche YV-2081 (scomparso il 4 gennaio 2008) e del velivolo marche YV-2615 (scomparso il 4 gennaio 2013). Le ricerche per il velivolo scomparso nel 2013 avverranno al termine di quelle già in corso per il velivolo scomparso nel 2008. “Con questo provvedimento – si legge nel comunicato – il Governo italiano intende dimostrare la sua vicinanza a tutte le famiglie degli italiani scomparsi e la sua determinazione nel compiere tutti gli interventi necessari per arrivare ad un esito positivo delle ricerche”.

Con questa nuova azione si spera di fare luce definitivamente sul mistero della scomparsa dei due aerei che rientravano dall’arcipelago di Los Roques in Venezuela. Nel primo viaggiavano otto turisti italiani, Stefano Fragione e Fabiola Napoli, una coppia di sposi in viaggio di nozze, le bolognesi Rita Calanni e Annalisa Montanari e la famiglia Durante di Ponzano Veneto formata da Paolo, dalla moglie Bruna Guernieri e dalle figlie Emma e Sofia. Il secondo trasportava Vittorio Missoni, primogenito dello stilista Ottavio, insieme alla compagna Maurizia Castiglioni e alla coppia di amici Elda Scalvenzi e Guido Foresti. Anche loro avevano deciso di trascorrere un lungo week end al sole sulle bellissime spiagge di Los Roques.

Per una macabra coincidenza i due velivoli sono scomparsi lo stesso giorno a distanza di cinque anni, dopo pochi minuti dal decollo. Entrambi erano diretti all’aereoporto internazionale di Maiquetìa. Ad oggi non è stato possibile trovare i resti degli aerei nè tanto meno dei passeggeri tranne il corpo del copilota del primo aereo rinvenuto qualche tempo dopo.

Altra macabra coincidenza che ha trasformato quello che avrebbe dovuto essere un tragico incidente in un giallo è il mistero dei cellulari che hanno continuato a funzionare anche dopo il presunto inabissamento dei velivoli. Le ipotesi di sequestro da parte di narcotrafficanti sorte soprattutto dopo il primo incidente, non hanno avuto però alcun riscontro dal momento che non è mai stata avviata una richiesta di riscatto. Ovviamente questo non esclude la possibilitá che il sequestro mirasse solamente a rubare il piccolo aereo, importante per chi deve trasportare la droga senza essere intercettato dai radar della polizia.

Pur non essendo riusciti a trovare i resti dei velivoli scomparsi sono apparsi sulle spiagge delle isole Bonaire e Curazao, in momenti diversi, alcuni borsoni che erano parte del bagaglio di Missoni e di un suo amico.

Le acque dove apparentemente si sono inabissati gli italiani sono molto profonde per cui non è facile rintracciare i resti dei velivoli. Non resta che augurarsi che, con questo nuovo accordo, si mettano in campo tecnologie più sofisticate che chiariscano definitivamente una vicenda tanto dolorosa.

Va detto che Los Roques è un vero paradiso per chi ama il mare ma per arrivarci è consigliabile usare gli aerei convenzionali e non quelli privati.

Giuditta Tazzi