M5S prepara le proposte per le Camere

ROMA  – Fumata nera per i candidati 5 Stelle alla presidenza di Camera e Senato. I gruppi M5S di Camera e Senato hanno infatti rinviato il voto alla giornata odierna. Forse un modo per prendere tempo ed aspettare le mosse degli altri partiti visto che il quadro politico è in frenetico movimento.

La posizione del M5S si fa infatti sempre più centrale dopo che, nei fatti, il Pd ha offerto al movimento la possibilità di ambire allo scranno più alto della Camera. Il leader Beppe Grillo conferma la distanza dai partiti e dal Palazzo: povero Paese, povera Italia – scrive dal suo blog – dove ancora pensano alle alleanze. ”Povero Paese in ostaggio degli interessi di tanti, di troppi, ma non del popolo italiano”. E povera Italia che, nei fatti, dice il leader M5S intervistato dall’ Handelsblatt, nei fatti ”è già fuori dall’euro”.

Quindi nessuna alleanza, dai 5 stelle potrà arrivare al massimo un appoggio ad un governo ‘terzo’. Un governo guidato da una personalità estranea alle forze politiche, sostenuto dal Pd e dai 5 Stelle. Ma nulla a che spartire con un governo di coalizione con il Pdl, artefice di un vero e proprio ”atto eversivo” che, dice Grillo e con lui tutto il movimento, il capo dello Stato ha sbagliato a non condannare più duramente.

”Povero Paese, dove un presidente della Repubblica invece di andare in tv a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano al Quirinale il giorno dopo”. Un segnale, forse, che fa il paio con lo ‘sdoganamento’ del movimento da parte dell’ambasciatore americano David Thorne che si rivolge ai giovani studenti di un liceo romano per esortarli ad innovarsi, a rinnovare come il M5S.

– Potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento – dice Thorne, provocando lo sconcerto di molti negli altri partiti.

Forti delle aperture di credito, i parlamentari a 5 Stelle prendono quindi tempo per chiudere la partita sulle presidenze. Anche se nel caso del M5S non saranno i nomi a ‘tradire’ un percorso politico rispetto ad un altro, la scelta del candidato per la Camera è un passaggio molto delicato considerato che avrà le chiavi del Parlamento che i grillini vogliono ‘aprire come una scatoletta’. Per questo è stata individuata al momento solo una rosa di nomi sia per la Camera sia per il Senato. Vito Crimi, capogruppo designato al Senato, che ha riunito i ‘suoi’ per scremare le candidature, ha assicurato in serata, prima di raggiungere i colleghi della Camera riuniti a Montecitorio, che la procedura di votazione sarà a ‘doppio turno’.

Per Montecitorio, assicura la capogruppo Roberta Lombardi, la procedura sarà sostanzialmente la stessa. Intanto, per quanto riguarda i nomi i neo eletti ci tengono a scrollare via il dubbio che il ritardo possa essere dovuto ad un intervento di Grillo. ”Grillo non decidera’ niente. I nomi – assicura Crimi – glieli comunicheremo”

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