I Figli del Sogno – Giacomo Figliulo, Una nave della speranza

Pubblicato il 20 marzo 2013 da redazione

Ad un tratto il cuore del porto parve avesse cessato di battere.

Vedemmo l’immensa Genova tenere il respiro.

Un’emozione vasta, collettiva, sospesa accompagnò l’”Andrea Gritti” che si staccava impercettibilmente dal molo. E poi, improvviso, frenetico un tripudio di mani levate sull’orlo del mare, una siepe umana sull’ultima zolla di patria, protesa verso noi, emigranti, strappati dall’insensibile moto della nave.”

                                              (da “Passaporto Verde” di Gaetano Bafile a cura di Marisa Bafile)

 

CARACAS- Così, iniziava la storia dei nostri genitori emigrati in America Latina. Un’emigrazione della quale possiamo essere fieri, andarne a testa alta.

Un tesoro italiano regalato a una nazione che ci ha accolto con allegria,  con affabile amicizia, tanto da essere considerata, dai connazionali  provenienti dal nostro meridione: “una terra come dalle parti nostre”.

Da oltre sessant’anni, “La Voce d’Italia” fondata da Gaetano Bafile ed oggi diretta dal figlio Mauro, ha saputo raccontarci attraverso le proprie pagine momenti tristi ed allegri della nostra emigrazione in Venezuela. Viva testimonianza di tante vite che, con responsabilità, disciplina di lavoro e l’onestà dei valori legati alle proprie radici, hanno percorso decenni formando famiglie, chi sposandosi tra connazionali e chi con venezuelani.

Oggi, la storia non s’è fermata. Nonostante l’avvento del “digitale” le rapidissime comunicazioni elettroniche, la vita ha seguito il proprio corso “antico” quello che ci ha fatto piangere accusando gravi perdite e che ci ha anche fatto sorridere dando il “benvenuto” ai nostri figli e nipoti.

Molti di questi “eredi del sogno” sono professionisti stimati e competenti, ed è di loro che vogliamo parlare.

Sono cresciuti fra frasi pronunciate in italiano e spagnolo, parole dialettali appartenenti alla regione d’origine dei propri nonni.

E l’intenzione di questa nostra (chiamiamola così) rubrica,  che ci porterà a contatto con i “ Figli del Sogno”, è quella di scoprire questi nostri giovani “talenti”, belli, volenterosi, intelligenti ed orgogliosi  delle proprie radici italiane.

 Giacomo Figliulo e l’amore per le proprie origini
 – Papà aveva diciotto anni quando nell’anno 1956 emigrò in Venezuela assieme al fratello Franco. Scesero nel porto di La Guaira e proseguirono  subito dopo fino a Punto Fijo. Pensavano, che nelle zone interne del Pese, si potesse trovare più facilmente lavoro. Ma a mio padre non piacque il posto e ritornò a Caracas. Lo zio Franco invece, rimase. –

Giacomo, brillante odontologo, racconta serio, preciso, conosce la storia nei minimi particolari

– Qual era il mestiere di tuo papà?-
– È sempre stato barbiere. Poi, dopo poco tempo dal suo arrivo in Venezuela, ha iniziato ad organizzare Partite di Calcio  in veste di “Arbitro”, la sua grande passione.

A Caracas, ha conosciuto la mamma, vivevano in zone vicine e si vedevano tutti i giorni. Papà aveva aperto ed ha ancora una “Barberia” a Las Mercedes. Mamma è nata a Santa Paolina (Avellino). È venuta in Venezuela insieme alla famiglia, quando era ancora minorenne. Troppo piccola per restare da sola in Italia.

Erano gli anni ’70 quando innamoratissimi si sono sposati –

Giacomo prosegue il suo bel racconto con fermezza. Comprende perfettamente la lingua italiana, la parla senza errori, anche se “ufficialmente “adopera il castigliano.

Ha un fratello minore che lavora come giornalista sportivo di radio e televisione.

Laureato presso l’Università S. Maria nel 2003, il dott. Giacomo Figliulo ci confessa che fin da piccino voleva studiare odontologia.

– Mi piace il mio lavoro!”.

– Giacomo, quando è andato l’ultima volta in Italia?
– Dodici anni fa… sono andato nella terra dove sono nati i miei: il nostro meridione!

– Cosa significa per lei essere figlio di italiani emigrati in Venezuela?
– Un grande orgoglio. I miei genitori hanno costruito la loro vita qui, partendo dal nulla, soltanto con la forza del lavoro e l’onestà dei principi.

– Cosa le hanno insegnato?
– Innanzi tutto l’importanza della preparazione e dello studio. Mi hanno aiutato ad affrontare i costi degli studi universitari e di specializzazione ma direi che la cosa più importante è che mi hanno insegnato ad avere rispetto verso tutti.

– Come ha scoperto la sua vocazione di medico ?
– Ricordo che avevo sei anni e nella “Barberia” di mio padre, stavo ordinando su un piano i suoi arnesi di lavoro, mettendoli tutti bene in fila, quando. un signore, cliente assiduo di mio papà guardandomi con attenzione, disse: ”Questo ragazzino da grande sarà odontologo”!!

E Giacomo ha perfettamente risposto alle previsioni. Oggi è un professionista affermato, serio, preciso e, soprattutto, onesto. Nel suo studio odontologico a Los Palos Grande (Caracas), non facciamo fatica a constatare che le previsioni di quel signore erano e sono risultate azzeccatissime.

– Giacomo, si sente più venezuelano che italiano?
– Veramente, ho gli stessi sentimenti sia per l’Italia sia per il Venezuela.

 – Ha mai pensato in questi ultimi difficili anni che sta vivendo il Paese di trasferirsi all’estero?
– Si, a volte l’ho pensato… ma finisco sempre per decidere di restare in Venezuela. Qui c’è la mia famiglia e questo…. “es mi Pais”…

Lo comprendiamo totalmente, profondamente.

Il dott. Giacomo Figliulo frequenta il Centro Italiano Venezolano fin da piccino, e pratica il gioco del calcio così come quando era un solo un bimbo. Oggi gioca nella Squadra “Milan”  categoria “Veteranos”…

– Quando ero più ragazzo- ci confessa- appena uscivo alle ore 17,00 dall’Università, venivo al Centro Italiano e restavo fino a tardi. Oggi lavoro ed ho meno tempo.

– Conosce a fondo le tradizioni della terra dei suoi genitori?
– A casa mia si rispettano tutte le tradizioni italiane.

– Esiste ancora il negozio di suo papa?
-Certo ! Il negozio di mio padre, è nato con il nome”El Arbitro” presso il “Centro Comercial Las Mercedes”. Oggi è ancora lì con lo stesso nome e lo frequentano molti connazionali -.

Pensiamo, riflettiamo con soddisfazione, anche senza dirlo a Giacomo Figliulo, che dev’essere bello entrare in una “Barberia” e sentire frasi italiane mescolate allo spagnolo. E così attraverso le nuove generazioni, sappiamo ancora ritrovarci  nelle storie personali di quegli emigranti che varcarono tantissimi anni fa l’oceano regalando a questa accogliente terra d’adozione  i loro tesori più amati, i: “Figli del Sogno”.

Un sogno divenuto realtà e storia indelebile attraverso le pagine di “Passaporto Verde” e del nostro Giornale: “La Voce d’Italia”.

Anna Maria Tiziano

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