Saggi a lavoro. Pdl: “Governo o voto”. Pd critico

Pubblicato il 01 aprile 2013 da redazione

ROMA – Dopo i primi elogi e i pochi paletti, a poco piú di 24 ore dalla mossa del Colle che ha individuato nei 10 ‘saggi’ la via d’uscita dalla crisi politica, piovono le critiche sulla scelta di Napolitano. I più duri – ma già ieri si erano avute le prime avvisaglie con Alfano – sono gli esponenti del Pdl. Di prima mattina ci ha pensato l’ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, a puntare il dito contro gli esperti del Colle quasi intimandogli di concludere il loro lavoro istruttorio in “7-10 giorni al massimo” per poi aprire la strada ad un esecutivo politico.

A rincarare la dose il successore di Cicchitto, Renato Brunetta che, lasciando intendere di parlare non a titolo personale, accusa tra le righe la decisione di tirare per le lunghe una crisi politica apertasi ormai l’8 dicembre scorso con le dimissioni del governo Monti.

– Il presidente della Repubblica – spiega Brunetta premettendo di non voler giudicare il capo dello Stato – prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa – sentenzia – credo non cambierà i dati del problema.

Di tecnici che si sostituiscono ad altri tecnici, e che quindi non cambiano la profilassi medica al ‘malato Italia’, parla Giorgia Meloni, fondatrice di Fratelli d’Italia.

– Con tutto il rispetto per il presidente Napolitano, di cui non metto in dubbio la buona fede, stiamo ripercorrendo gli stessi errori che hanno consentito la nascita del governo Monti – dice l’ex ministro della Gioventù del governo Berlusconi -. L’idea che pochi tecnici non eletti da nessuno o pochi politici con idee contrapposte, possano offrire soluzioni all’Italia senza ricorrere a dei compromessi al ribasso su ogni tematica – aggiunge Meloni – è un’utopia che abbiamo già pagato a caro prezzo nel corso dell’ ultimo anno.

A mettere dei paletti arriva anche il Movimento 5 stelle. Dopo alcune dichiarazioni – anche in contraddizione tra loro – registrate fino a tarda sera (e ancora oggi) che criticavano o esaltavano la mossa del Quirinale, a mettere ordine arriva lo stesso Beppe Grillo che con un post non firmato sul suo blog spiega senza giri di parole che quella individuata da Napolitano, “al momento, è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato”.

Ma se ciò può in qualche modo rispondere alla necessità di “ridare al Parlamento la sua centralità” non può però prescindere dall’urgenza di istituire le Commissioni” perché “il Paese ha bisogno di un parlamento funzionante” e non di “fantomatici negoziatori” o di “badanti della democrazia”.

Dal fronte del Pd e di Scelta Civica si confermano i giudizi con la piena disponibilità a collaborare. Precisando però, in casa Democrat, che i saggi non possono sostituire i politici e che – parole di Dario Franceschini – ricorrere a loro é utile “ma non risolutivo”. Non molla, nel frattempo, il fronte ‘rosa’ della critica di chi vede nell’assenza di donne tra i saggi, un’offesa alle loro capacità.

In attesa di capire come sarà alla fine l’accoglienza finale per la ‘Task force’ quirinalizia in parlamento, i 10 ‘saggi’ si preparano al ‘primo giorno di scuola’, domani, quando con ogni probabilità saliranno al Quirinale per comprendere nel dettaglio quale sarà il loro mandato. In settimana, potrebbero già avere i primi incontri con i presidenti di commissione e, forse, con lo stesso Monti.
I 0’saggi’ del Presidente

Valerio Onida, il sen. Mario Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante. Sono questi i ‘saggi’ individuati dal presidente Napolitano per il gruppo di lavoro istituzionale. Lo si legge in una nota del Quirinale.

Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Authority della concorrenza; Salvatore Rossi, membro del Direttorio di Bankitalia, Giancarlo Giorgetti e Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali di Camera e Senato, e Enzo Moavero Milanesi. Sono questi i ‘saggi’ per l’economia scelti dal Colle.

– Continuo ad esercitare fino all’ultimo il mio mandato, non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo la mia fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l’Italia attraversa – ha affermato il presidente Giorgio Napolitano nell’attesa conferenza stampa al Quirinale, dopo la riflessione seguita alle consultazioni dell’altro giorno. Mentre si avvicina l’elezione del nuovo capo dello Stato “sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa” per un nuovo Governo, “posso fino all’ultimo giorno” aiutare a “sbloccare una situazione irrigidita tra posizioni inconciliabili”.

Napolitano ha chiesto a “due gruppi ristretti di personalità”, di formulare su temi istituzionali e economico-sociali, “precise proposte programmatiche oggetto di condivisione” da parte delle forze politiche, in vista di un possibile governo.

I nomi delle personalità che lavoreranno per facilitare la soluzione della crisi sono stati scelti dal presidenti della Repubblica “in piena autonomia” e non è stata indicata una scadenza per il termine del loro lavoro.

I due gruppi ristretti voluti dal presidente Napolitano avranno un carattere “uno politico istituzionale e l’altro economico-sociale” e si insedieranno domani. Prepareranno un rapporto – si è appreso – che verrà presentato o a Napolitano o al presidente che verrà dopo di lui e il loro lavoro potrà anche essere una sorta di base programmatica per il nuovo governo.

“Devo ancora una volta sottolineare l’esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese” per cui serve “un accentuato senso di responsabilità” per formare “un valido Governo” in tempi brevi.

Il Governo Monti è “operativo” e “sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia”, d’intesa con la UE e con “il contributo del nuovo Parlamento”, ha assicurato il presidente. “Non può sfuggire agli italiani e alla opinione internazionale che un elemento di concreta certezza della situazione del nostro Paese è rappresentato dalla operatività del nostro governo tutt’ora in carica e non sfiduciato dal Parlamento”, ha detto  Napolitano. Il Governo sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia, d’intesa con la Ue e con l’essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall’onorevole Giorgetti”, ha proseguito il Capo dello Stato.

– Siamo pronti ad accompagnare il percorso indicato dal presidente Giorgio Napolitano. Governo di cambiamento e convinzione per le riforme restano asse – Cosèi il premier incaricato Pier Luigi Bersani.

– Ovviamente se avesse assegnato a noi l’incarico per il governo sarebbe stata la scelta ottima, ma la strada scelta è quella che più si avvicina alla soluzione in un momento così difficil -. Così Claudio Messora, coordinatore comunicazione del M5S, a Sky Tg24 -. Il M5S ha sempre detto che è possibile continuare con la ‘prorogatio’, in cui il vecchio governo resta in carica per le funzioni amministrative – aggiunge Messora – Le parole di Napolitano sembrano suggerire che è una possibile via uscita -. Questo rientra nel solco di quanto è stato dichiarato dal M5s, anche nel recente post di Grillo: facciamo fare in fretta al Parlamento 4-5 leggi, poi vediamo il da farsi. Era quasi inutile perdere tanto tempo per realizzare un governo impossibile.”

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